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Quattro Paesi uniti contro il narcotraffico.


 
Distratto dalle vicende nostrane ho tralasciato in questi ultimi giorni di commentare quello che avviene nella mia seconda patria oltre oceano. Nel novembre scorso, in un interessantissimo viaggio di lavoro avevo conosciuto due Presidenti di altrettanti Paesi del centro america, Guatemala e Panamà, e avevo scritto qualcosa sul tema. Ieri finalmente arriva la notizia che Messico, Colombia, Guatemala e Panamà hanno posto le basi per sviluppare una nuova fase della lotta al narcotraffico, con un maggiore livello di organizzazione di quello che esiste attualmente tra i quattro paesi. Riuniti per quattro ore a Città di Panamà, i Presidenti del Messico, Felipe Calderón; della Colombia, Álvaro Uribe; del Guatemala, Álvaro Colom, e del Panamà, Martín Torrijos, hanno concordato nella valutazione che il crimine organizzato rappresenta un rischio per la stabilità sociale e la governabilità democratica non solo dei loro Paesi ma dell'intera area centro americana. Davanti a questa prospettiva, i quattro Presidenti si sono impegnati a redigere accordi bilaterali e multilaterali per affrontare il crimine e, in un futuro prossimo,
"prevedere la sottoscrizione di uno strumento giuridico unico ed aperto alla firma di altri paesi della regione." Tra le misure adottate nell'incontro, le quattro nazioni hanno stabilito le forme per velocizzare lo scambio di informazione e rafforzare la cooperazione nell'intervento sulle iniziative del crimine organizzato. Nel suo discorso, il Presidente messicano Calderon ha denunciato che la principale difficoltà "è che ancora, a livello continentale, la criminalità è organizzata, mentre gli stati di questa area agiscono ancora separatamente." Calderon, Colom, Uribe e Torrijos hanno finalmente capito che la guerra al narcotraffico non si vince in maniera individuale, bensì con una strategia comune contro un flagello che non conosce frontiere.  Adesso manca solo che Barak Obama, dopo il suo insediamento, appoggi queste iniziative e aiuti questi Paesi ad uscire dall'incubo della violenza. Un caro pensiero a Alvaro Colom, coraggioso Presidente del Guatemala. Oggi è un po meno solo.
pubblicato da lucianoconsoli il 17/1/2009 alle 19:10
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tags: messico obama guatemala colombia narcotraffico panamà alvaro colom calderon alvaro uribe torrijos
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