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Caro Monsignor Rino Fisichella.....

 


Caro Fisichella,

Un comune amico qualche anno ci fece conoscere di persona  e ne rimasi colpito. Prima di entrare nel tuo ufficio presso l’Università Lateranense di cui eri già rettore chiesi al mio amico come mi sarei dovuto rivolgere a te. Tutti lo chiamano Eccellenza, ma tu fai come vuoi – mi avvertì l’amico. Ti chiamai Monsignore, con lo stesso imbarazzo con cui chiamo Onorevole o Presidente tanti eletti del popolo del nostro Parlamento. Sono renitente a questi titoli, mi sembrano un ossequio servile e non una forma di rispetto. Il mio animo anarchico si ribella e preferisco sempre chiamare anche le autorità con il loro nome e cognome, come del resto non sopporto che altri mi chiamino Dottore ( che tra l’altro non merito non essendo laureato) o Presidente ( pur essendolo di una società mi suona ridicolo). Ma sto divagando. Tu fosti subito cordiale e mi desti l’impressione di un uomo estremamente colto, studioso attento dell’animo degli uomini e per tutto il tempo di quel primo colloquio e dei successivi ebbi la sensazione che i tuoi grandi occhi mi esplorassero dentro per scoprire le ragioni profonde delle mie convinzioni e dei miei dubbi sulla Chiesa e sulle religioni. Parlammo serenamente di aspetti anche delicati come l’aborto, la ludopatia, e su ogni tema sembravi molto preparato ed esponevi i tuoi argomenti con calma e senza dogmi. Insomma una persona stimolante con cui è sempre piacevole discutere. Conoscendo il mio agnosticismo credo che lo ritenesti un’opportunità di conversione, ma non lo desti mai a vedere.  Adesso sei noto al grande pubblico, anche per alcune tue apparizioni televisive di grande equilibrio. Leggo oggi una interessante intervista sul Corriere della Sera nella quale affronti e giudichi i primi passi di Barak Obama. Non potendo discuterne da vicino provo a ragionare con te in queste poche righe. Tu dichiari:

«Apriamo gli occhi, mi sembra ci sia in giro molta polvere di stelle. ….Succede quando ci sono tanti problemi urgenti, seri, e insieme delle difficoltà oggettive, mancanza di risorse eccetera. Allora si vanno a prendere altre cose che luccicano e soddisfano forse chi vive di ideologia. Solo che in concreto non portano ad alcun risultato, se non a nascondere i problemi veri.

Diciamo che sulla prima parte la penso come te sulla polvere di stelle, ma giustifico Obama che deve dare segnali simbolici al suo popolo, che ne rafforzino la fiducia nel cambiamento. Guantanamo, la tortura, le staminali non sono solo polvere di stelle, ma forse le cose più semplici da fare in due giorni, come altrettanto simboliche sono le telefonate a Abu Mazen. Ben più complicate saranno le altre decisioni e richiederanno molto più tempo. Quindi, si, è polvere di stelle ma necessaria. Aspettiamo il resto per giudicare. Continua l’intervista:

Il presidente Obama ha abolito la legge che vietava di finanziare le organizzazioni internazionali che sostengono, per la pianificazione familiare, anche l'aborto...
«Come dice il proverbio: chi ben comincia è alla metà dell'opera... Se questo è uno dei primi atti del presidente Obama mi sento di dire, con tutto il rispetto possibile, che il passo verso la delusione è assai breve. Anche perché, quando ci si erge giustamente a paladini della dignità della persona, ci si aspetta che tale diritto sia esteso a tutti, senza discriminazioni né contraddizioni profonde».

Parla della chiusura di Guantanamo e del no alle torture?
«Appunto. Nel momento in cui si vuol fare chiarezza su questo — e ripeto: giustamente —, ci si aspetta che tale preoccupazione possa riguardare anche la vita nascente. Il mondo di oggi è più piccolo di quello che crediamo e i temi etici suscitano grande incertezza e magari gravi conflitti nella popolazione. Per questo vanno affrontati con grande prudenza e non con l'arroganza di chi si crede nel giusto, apponendo la firma a un decreto che di fatto è un'ulteriore apertura all'aborto e quindi alla distruzione di esseri umani» .

Su questo invece proprio non ci siamo. Obama non ha “imposto” come magari fanno i cinesi con la proibizione ad avere più di un figlio, la pianificazione familiare o l’aborto. Ha solo tolto un divieto a finanziare “anche” quelle organizzazioni. Si, perché “l’arroganza di chi si crede nel giusto” di cui parli  è sacrosanta, ma non è tale la pretesa di imporre a tutti le proprie convinzioni? Non è credersi nel giusto negare ad altri, fossero anche una minoranza, di pensarla diversamente, e interrompere la gravidanza ad esempio, o cercare di pianificare le nascite? Certo occorre prudenza, ma direi ancor di più che occorre conoscenza, informazione, sostegno, per evitare che scelte difficile vengano assunte senza la dovuta consapevolezza. E caro Fisichella su questo credo che potremmo trovarci insieme per fare un buon lavoro, ognuno con le proprie convinzioni. Del resto, che senso ha ostacolare la diffusione del preservativo in un intero continente come quello Africano? Pensiamo davvero di fare del bene a quella povera gente? Persino il tanto vituperato George W. Bush si era impegnato con tutte le sue forze per la lotta all’AIDS, con risultati meritori. Ma andiamo avanti.

Tra l'altro, torneranno i finanziamenti federali alla ricerca sulle staminali embrionali.
«La mia prima impressione, se lo facesse, sarebbe di un cedimento alla pressione delle grandi multinazionali del settore. In tutto il mondo gli scienziati spiegano che la ricerca sulle staminali adulte funziona mentre quella sulle embrionali non va da nessuna parte. Addirittura, in alcuni settori, gli interventi sulle cellule a livello genetico stanno superando la necessità di lavorare sulle staminali adulte. Insistere sulle embrionali significherebbe imboccare un vicolo cieco indicato dall'ideologia e non da una valutazione scientifica. No, il problema non è scientifico, è ideologico. Ed economico».

E qui proprio non ci siamo. Puoi avere anche ragione, ma perché proibire un settore di ricerca? Se veramente le cellule embrionali non danno risultati, e su questo la comunità scientifica è ancora divisa, sono certo che nessuno butterà anni di soldi e ricerca su questo. Ma impedirlo, proibirlo, non appare anche a te una scelta ideologica? Una manifestazione di “arroganza di chi si crede nel giusto”?

Caro Fisichella, capisco le tue ragioni e mi batterò al tuo fianco perché possa esprimerle in ogni luogo e in ogni tempo, soprattutto la dove oggi i tuoi correligionari vengono massacrati e perseguitati, ma non chiedere agli altri di fare quello che non vuoi che sia fatto a te: imporre, proibire, costringere.

con immutata stima.

pubblicato da lucianoconsoli il 25/1/2009 alle 11:48
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