.
Annunci online

lucianoconsoli

lucianoconsoli

L'agenda di Oscar Arias

Da poco sono arrivati gli aerei che trasportavano a San Josè di Costa Rica i due Presidenti dell'Honduras, quello destituito Zelaya e quello provvisorio Micheletti. Le due dichiarazioni appena sbarcati sono state di tono notevolmente diverse: Zelaya ha insultato il "golpista" Micheletti mentre quest'ultimo si è augurato che le capacità diplomatiche di Arias portino ad una soluzione nell'ambito "del dettato costituzionale del nostro Paese". Ovviamente siamo alla guerra psicologica e ognuno ha scelto il suo gioco: Zelaya quello del martire e Micheletti quello del costituzionalista. Entrambe sanno che è solo un gioco perché entrambe hanno violato apertamente quelle regole che dicono di volere rispettare. Adesso spetterà al Premio Nobel per la pace e Presidente del Costa Rica Oscar Arias farli sfogare e poi portarli sulla sua agenda. Da quello che mi risulta Arias avrebbe una ipotesi abbastanza precisa dell'obiettivo da raggiungere senza che nessuno dei due perda la faccia. Questi potrebbero essere i punti:
1) Zelaya rientra nel suo Paese con un voto di amnistia per i suoi reati votato dal Congresso.
2) Micheletti si dimette di fronte al Congresso per riconsegnare la Presidenza a Zelaya il quale immediatamente rinuncia a qualsiasi cambiamento costituzionale (o 4 urna) e convoca i comizi elettorali per il prossimo settembre ( ovvero circa due mesi prima della normale scadenza).
3) Si costituisce una commissione con personalità nazionali e internazionali per il controllo della consultazione elettorale.
4) Tutte le parti firmano un patto di riconciliazione nazionale con il quale mettono la parola fine su quanto avvenuto, una sorta di condono tombale come diremmo da noi.
Il percorso è molto impervio, ma Arias può contare, oltre che sulle sue capacità anche sull'appoggio degli Usa, del Canada e di qualche altro membro della OEA. Le varianti a questa agenda sono infinite, ma tutti gli analisti concordano che la pace passa solo se entrambe le parti potranno dire di aver vinto, e quindi Zelaya deve rientrare e ritornare da essere Presidente anche solo per un giorno e Micheletti e gli altri organi costituzionali debbono avere la garanzia che si elegga un nuovo Presidente al più presto e che finiscano i tentativi di stravolgere la Costituzione.
Nelle prossime ore assisteremo forse a qualche rottura, a qualche dichiarazione infuocata per alzare la posta, ma se il buon senso prevale torneranno al tavolo e chiuderanno l'accordo. L'augurio migliore per l'Honduras oggi è quello del Cardinal Rodriguez: Che Hugo Chavez pensi al suo paese e lasci in pace il nostro.
Alla prossima
pubblicato da lucianoconsoli il 9/7/2009 alle 21:53
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: Honduras Zelaya Micheletti Arias Costa Rica Chavez

Il Cardinale e il suo alunno

" Siamo un Paese piccolo ma un Paese sovrano. Da quando venne Chavez a insultarci nel mese di agosto del 2008, questo signore sta tentando di mettere le sue mani sul nostro Paese" Con queste dure parole il Cardinal Oscar Andres Rodriguez Mariadaga, Presidente della Conferenza Episcopale dell'Honduras torna sulle ultime vicende del suo Paese. In una intervista rilasciata alla CNN en espanol l'alto prelato racconta molti particolari precedenti alla destituzione di Zelaya. " Il Presidente Zelaya è un mio amico, fu mio alunno, e mi ha molto addolorato tutto quello che è successo perchè l'11 di giugno scorso siamo stati tre ore e mezzo a parlare. Zelaya venne a trovarmi nella mia casa presso la Conferenza Episcopale e parlammo con grande chiarezza di tutti i problemi e mi sembrava che avesse capito che non doveva insistere con la sua clausola, che era in violazione della Costituzione". Il Cardinale aggiunge che anche Zelaya sapeva che insistendo nella proposta di  modifica dell'art. 239 della Costituzione della Repubblica " cessava immediatamente dal suo incarico e resta inabilitato per dieci anni dall'esercizio di tutte le funzioni pubbliche ("Quien proponga la reforma' de este Artículo, 'cesa de inmediato en el desempeño de su cargo y queda inhabilitado por diez años para el ejercicio de toda función pública"). Pertanto, aggiunge il Cardinale, Zelaya quando fu catturato non era più il Presidente della Repubblica. Ma la parte più dura dell'intervista Oscar Andres Rodriguez la dedica a Hugo Chavez, Presidente del Venezuela: " Desidero approfittare di questa occasione che mi offre con questa intervista per rigettare l'ingerenza del Presidente del Venezuela. Siamo un Paese piccolo ma un Paese sovrano. Da quando venne Chavez a insultarci nel mese di agosto del 2008, (per l'adesione dell'Honduras all'ALBA, l'alleanza Bolivariana) questo signore sta tentando di mettere le sue mani sul nostro Paese. Che ci lasci in pace. che si dedichi a governare il suo di Paese e basta".

Mi sembra abbastanza chiaro a questo punto che Zelaya abbia voluto forzare la situazione contando sull'appoggio di Chavez e dell'ALBA, cosa questa ben conosciuta dagli altri Paesi della OEA, tanto da emettere una risoluzione molto preoccupata appena tre giorni prima di quella famosa domenica 28 giugno e che lo stesso Zelaya abbia infranto il dettato Costituzionale. Mi sembra altrettanto chiaro però che nessuno ancora ci spiega perché i poteri costituzionali non hanno arrestato Zelaya invece di deportarlo, infrangendo anch'essi un articolo della Costituzione e più precisamente l'art. 102 che impone che "nessun hondureno potrà essere espatriato ne trasferito in uno Stato straniero" ("Ningún hondureño podrá ser expatriado ni entregado a un Estado extranjero").

Per tali ragioni, la OEA doveva da subito avviare una riconciliazione costituzionale tra le due parti, entrambe illegali, e per tale ragione che fin dall'inizio avevo parlato di due golpe e non di uno soltanto. Ho l'impressione che Micheletti abbia capito e si stia disponendo a trattare. Non altrettanto ben disposto mi sembra Zelaya che continua a parlare di "reintegro senza condizioni nelle sue funzioni di Presidente della Repubblica". Ma il premio Nobel per la Pace Oscar Arias queste cose le conosce bene e sono certo che saprà far meglio della OEA.

Alla prossima.


 

 


    

pubblicato da lucianoconsoli il 8/7/2009 alle 17:45
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (1)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: chavez venezuela honduras zelaya micheletti arias oscar andres rodriguez
Sfoglia giugno        agosto
lucianoconsoli

Creative Commons License
Le foto dell'autore presenti in questo blog sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons che ne impedisce l'utilizzo per fini commerciali.

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Feed ATOM di questo blog


Ultimi commenti
3/15/2014 4:54:46 PM
un ricordo e un consiglio - Buenas días.Mi nombre es Carlos Ignacio Zenteno Corona y le escribo de la productora Quetzal Films, ...
5/12/2011 9:24:21 AM
giù le mani da Real de Catorce - caro signor Consoli,mi perdoni se le scrivo qui ma non ho trovato un suo indirizzo mail. sono un ...
5/4/2011 7:38:05 PM
Bin Laden "terminato" - Buongiorno, chiedo scusa per l'intromissione e per l'OT, ma vorrei fare una domanda: potrebbe ...
1/20/2011 1:44:00 PM
Cuba: rimossi due ministri per "errori e deficienze" - ciao cugino..sono Claudio..un abbraccio e buon compleanno..e viva Nonno Peppe
12/6/2010 4:34:15 AM
Altro che bottegai. - The indices and rim of the stop replica watches abnormal punch - at the six o'clock position - are ...
In onda su RED

www.redtv.it
Cerca
Calendario