.
Annunci online

lucianoconsoli

lucianoconsoli

Collettivo viaggiante.



 Tutti si aspettavano tempo brutto per oggi e l'abbigliamento dei miei compagni di viaggio sul solito autobus del mattino rifletteva queste previsioni fortunatamente sbagliate. Roma ha sempre quel suo venticello che vien dal mare che allontana il piu delle volte le peggiori perturbazioni. Ma se nell'abbigliamento avevamo tutti sbagliato non cosi si puo dire delle mie previsioni sui discorsi che avrei ascoltato. I temi prevalenti ovviamente la violenza e la crisi, con un inserimento imprevisto dei soldi alla Fiat. Vecchi e giovani, italiani ed emigrati del mio autobus, una specie di microcosmo sociale concordavano su un sentimento: la paura. Ma anche la paura ha le sue sfumature: nei giovani imberbi la paura si  trasforma in vendetta con una buona dose di smargiassismo a beneficio delle coetanee; nelle giovani pulzelle la paura è paura pura e solidarietà: sono consapevoli che potrebbe capitare anche a loro e le piu esuberanti si dilungano in una serie di buoni consigli per evitare il peggio. Nei miei compagni anziani invece le differenze di sesso si attenuano, e immancabilmente la paura si trasforma in sdegno verso il potere che non li protegge e in qualcuno in discreto xenofobismo. E proprio su questo sentimento anti emigrato, anti diverso, si lega la crisi e la difesa del particulare, il protezionismo degli italiani e delle sue aziende, dei suoi lavoratori. E qui la sorpresa, almeno mia: il mio microcosmo viaggiante si è ritrovato praticamente tutto compatto nell'approvare gli aiuti alla FIat. Certo, con molte sfumature, qualche astensione e un solo voto contrario: il mio ( ovviamente non espresso per non essere scoperto come cronista di parte). La motivazione prevalente era ovviamente la solita: è l'unica azienda italiana che ci è rimasta (cosa non vera, ma lasciamo stare). Poi veniva la difesa dell'occupazione ( mi sarebbe piaciuto chiedere al collettivo viaggiante quanti avevano un lavoro dipendente e chi difende invece tutti i precari, avventizzi, consulenti, occasionali e altro). Ultimo argomento che mette daccordo e chiude la discussione: almeno mi cambio la macchina e spendo di meno con gli incentivi. Non una parola sull'ecologia, sul traffico e via sognando. Purtroppo l'avvicinarsi al capolinea assottiglia i partecipanti al collettivo e la discussione si va spengendo. Solito caffè e Toscanello e via alla prima puntata del Morning Show.
pubblicato da lucianoconsoli il 2/2/2009 alle 8:59
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: emigrati violenza crisi fiat auto

Crisi dell'auto e vecchi arnesi

 Almeno lui ci sta provando con una idea: ti aiuto se tu aiuti il Paese. 

http://video.corriere.it?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal+Mondo&vxClipId=2524_9b29ce10-ebd2-11dd-92cf-00144f02aabc&vxBitrate=300

e sentite invece i nostri cosa dicono:

«Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale» ha detto l'amministratore delegato del Lingotto. Marchionne
«Dal governo ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell'auto, che sta vendendo il 60% in meno dell'anno scorso». «Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l'economia», ha aggiunto Marchionne.

Veltroni, ha spiegato che, di fronte a quella che ha definito una "riduzione gigantesca delle vendite di auto", se gli altri Paesi interverranno si "altererà la concorrenza e l'Italia pagherà di più". Per questo, ha detto, "se lo faranno gli altri invito a mettere in campo, anche noi, incentivi al settore delle auto". 

 L'unico che ha posto qualche obiezione è stato invece, pensa un po, Calderoli della Lega: 
«Abbiamo pagato abbastanza volte per la Fiat per reintervenire. Se così fosse ci sarebbe la rivolta del popolo. Non si possono condividere i debiti e tenersi gli utili»

Comunque nessuno che dica: Ti aiuto ma solo a queste condizioni. Niente. Vuoto pneumatico.



 

pubblicato da lucianoconsoli il 26/1/2009 alle 23:37
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (1)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: auto barak obama crisi veltroni calderoli marchionne

Altro che bottegai.




«Voglio essere assolutamente chiaro - ha detto il presidente Obama -: il nostro obiettivo non è di porre nuovi ostacoli a un'industria già in pesanti difficoltà; è di aiutare i costruttori americani a prepararsi per il futuro. Infine vogliamo chiarire al mondo che l'America è pronta a dirigere. Per proteggere il nostro clima e la nostra sicurezza collettiva, dobbiamo organizzare una vera coalizione globale, in modo da garantire che paesi come la Cina e l'India facciano la loro parte, come noi vogliamo fare la nostra».
Questo è l'Obama che mi piace. La crisi come occasione da cogliere per un nuovo sviluppo fondato sulla difesa del clima, delle libertà, e nuovi valori e stili di vita. Altro che gli appelli dei nostri piccoli bottegai: continuate a spendere, non abbiate paura, aiutiamo l'auto, nazionalizziamo le banche, salviamo l'Alitalia e altre scicchezze del genere.
pubblicato da lucianoconsoli il 26/1/2009 alle 21:48
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (1)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: berlusconi crisi auto clima barak obama

Un buon risveglio

Svegliarsi, accendere il computer e leggere che Barak Obama ha deciso di togliere il blocco imposto da Bush alle auto ecologiche (richiesto da 14 Stati) è veramente un buon risveglio. Finalmente un atto concreto per far diventare questa crisi una occasione per un serio cambiamento di valori e stili di vita. Sapete cosa significa questa decisione? Che adesso il settore auto dovrà competere in ricerca (ma i modelli ecologici già esistono) e in offerta al pubblico con auto che consumino meno. Seguiremo attentamente gli sviluppi, ma una prima idea mi viene: perchè non porre questa come condizione per aiutare le imprese automobilistiche? Insomma perchè non dire: Lo Stato ti aiuta, ma solo a condizione che tu, azienda automobilistica, aiuti un nuovo sviluppo, fai consumare meno i cittadini e il bilancio nella spesa energetica. Uno Stato regolatore e non proprietario farebbe così. Buona giornata.
pubblicato da lucianoconsoli il 26/1/2009 alle 9:10
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (1)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: auto barak obama crisi
Sfoglia gennaio        marzo
lucianoconsoli

Creative Commons License
Le foto dell'autore presenti in questo blog sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons che ne impedisce l'utilizzo per fini commerciali.

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Feed ATOM di questo blog


Ultimi commenti
3/15/2014 4:54:46 PM
un ricordo e un consiglio - Buenas días.Mi nombre es Carlos Ignacio Zenteno Corona y le escribo de la productora Quetzal Films, ...
5/12/2011 9:24:21 AM
giù le mani da Real de Catorce - caro signor Consoli,mi perdoni se le scrivo qui ma non ho trovato un suo indirizzo mail. sono un ...
5/4/2011 7:38:05 PM
Bin Laden "terminato" - Buongiorno, chiedo scusa per l'intromissione e per l'OT, ma vorrei fare una domanda: potrebbe ...
1/20/2011 1:44:00 PM
Cuba: rimossi due ministri per "errori e deficienze" - ciao cugino..sono Claudio..un abbraccio e buon compleanno..e viva Nonno Peppe
12/6/2010 4:34:15 AM
Altro che bottegai. - The indices and rim of the stop replica watches abnormal punch - at the six o'clock position - are ...
In onda su RED

www.redtv.it
Cerca
Calendario