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Monopoli o Risiko?

Consiglio la lettura di  Francesco Giavazzi sul Cor Sera di oggi. E ne riporto solo il finale:

"Gli europei possono permettersi di giocare a Monopoli con il futuro del capitalismo — e guardare altrove indispettiti quando i nostri vicini dell'Europa centrale chiedono di essere aiutati ad evitare il collasso economico e politico — perché tanto a salvare Polonia, Ucraina e Lettonia ci pensa il Fondo monetario internazionale. E quale è l'unico Paese che sinora ha dato al Fondo le risorse per farlo? Il Giappone, che non è esattamente confinante con l'Ucraina."

Ieri avevo parlato di Risiko, adesso Giavazzi parla di Monopoli, sempre giochi da tavolo! E la casa brucia, pensa che se ne accorge pure la Signora Marcegaglia.
pubblicato da lucianoconsoli il 15/3/2009 alle 10:58
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tags: crisi banche berlusconi tremonti marcegaglia giavazzi G20 Giappone europa

E la casa brucia

 il presidente dell’Abi Faissola dichiara : “Gli istituti bancari italiani hanno dimostrato in questa crisi di essere i migliori del mondo”. (come chiedere all'oste se il vino è buono, visto che è il presidente dell'assocazione degli Istituti bancari che lo hanno eletto).

Berlusconi dice che il nostro sistema bancario è il piu solido di tutta Europa ( quindi ci sarebbe da fidarci ) ma il suo Ministro Tremonti propone addirittura che a vigilare sulle banche ci pensino i Prefetti ( che notoriamente sono esperti di finanza ).

Parole in libera uscita, mentre la casa brucia. Ma lo spunto è utile per riflettere su un aspetto molto piu terra terra. Poniamo che io sia il massimo responsabile di una impresa, che so, di scarpe o mattonelle per il bagno. Mi pagano bene perchè ho portato buoni risultati e tutti sono felici. Poi succede qualcosa nel mercato e comincio a perdere quote di mercato, non ho sufficienti soldi per pagare i fornitori, insomma in poco meno di sei mesi mi rimangio tutti i risultati ottenuti e faccio perdere alla società anche il 50% del valore delle azioni. Voi che fareste? Mi caccereste a calci e mi sostituireste con qualcun'altro, è evidente. Ma se durante la mia direzione della società avessi fatto tanti favori a qualcuno degli azionisti ( piastrelle in tutte le loro residenze e sarpe per tutta la famiglia allargata), voi pensate che sarebbe facile cacciarmi? E allora si comincierebbe a sostenere che la colpa di quello che sta succedendo non è la mia, ci sono fattori esterni, la crisi, la recessione, anche gli altri stanno nelle stesse condizioni. Insomma mal comune mezzo gaudio, e io mi continuo a beccare il mio stipendio e il mio incarico.

Ecco, questo è esattamente quello che sta succedendo alle nostre banche. Giustamente Fausto Panunzi scrive : Quando il governo britannico ha salvato Royal Bank of Scotland, il vecchio management è stato accompagnato alla porta. Da noi, malgrado nell’ultimo mese il prezzo delle azioni Unicredit sia sceso del 46% e quello di Intesa Sanpaolo del 43%, è quasi impossibile leggere un articolo che critichi l’operato di Profumo e Passera.

Evidentemente di favori i due "banchieri" ne hanno fatti molti, sia al governo (vedi Alitalia) che agli editori dei giornali. Ma in questo paese non usa farsi da parte quando si sbaglia o si perde. Magari tardi ma Veltroni ne ha preso atto. Lo facciano anche gli altri.

P.S. : Le banche sottoscriveranno i Tremonti bond pagando un interesse tra il 7,5 e l'8 %. I Prefetti controlleranno che questi soldi vengano dati come credit alle imprese. Bene, ma a che interesse? Quanto ci caricheranno sopra le banche? Qualcuno ce lo sa dire? Non dovrebbe dircelo Tremonti?

pubblicato da lucianoconsoli il 14/3/2009 alle 17:55
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tags: berlusconi crisi tremonti banche

Lacrime e bugie

Oggi il nostro Premier è sembrato un pochino più preoccupato del solito e a Vimercate ha detto: "La crisi sembra particolarmente grave, ma la sua estensione nel tempo dipenderà dai nostri comportamenti". Questa prima frase è assolutamente da sottoscrivere e dovrebbe far riflettere sul gioco delle tre carte che stanno facendo con i soliti 80 miliardi di euro che da settembre dicono di aver impegnato. Ma come al solito la sua incontinenza verbale lo ha fregato nel secondo passaggio: "Non ci saranno situazioni di miseria. Il governo è presente per sostenere i cittadini meno fortunati. Per fortuna siamo un popolo di risparmiatori e normalmente le famiglie hanno il conto in banca in attivo. Il sistema bancario è il più solido di tutti i Paesi Europei". Che non ci saranno situazioni di miseria questo lo vedremo nei prossimi mesi, che il governo li sosterrà ho i miei dubbi, ma quello sul quale posso metterci la mano sul fuoco è che le nostre banche stanno esattamente nelle medesime condizioni delle altre banche europee, con la sola differenza che continuano a nascondere sotto il tappeto la sporcizia degli anni passati. Altrimenti perché il titolo di Unicredit dai 7euro di fine 2007 è arrivato oggi a 0,7 euro? Anche sui conti in attivo vorrei dire qualcosa: un risparmiatore con qualche soldo, come dice il Premier, di certo non li tiene sul conto corrente ma li investe. Bene, costui se avesse avuto 70.000 euro di Unicredit adesso se ne troverebbe solo 7.000 con una perdita di 63.000 euro secchi. Di questo passo quanto dureranno in attivo i conti, se si perde anche il lavoro? Vada in banca Signor Presidente, e parli con la mia vecchietta risparmiatrice che piangeva come un vitello, e provi a convincerla che tutto va bene. E già che ci sono riporto l'ultimo lancio di agenzia: "Una «recessione senza precedenti che potrebbe causare altri 6 milioni di disoccupati entro il 2010» e produrre «gravi conseguenze sociali per le famiglie e le persone». Sono le considerazioni del progetto di documento del «Comitato per l'occupazione e per la protezione sociale», contenente i messaggi chiave del Consiglio Epsco al Consiglio europeo di primavera e anticipato dall'Agi".

 

pubblicato da lucianoconsoli il 9/3/2009 alle 14:37
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tags: berlusconi europa crisi banche unicredit

Una manciata di azioni

Il nostro premier ha oggi dichiarato che la crisi esiste ( bene, è un primo passo, visto che pensavamo che ci stessimo inventando tutto) ma... "è vissuta sui media in maniera più drammatica di quella che è", basti pensare, ha aggiunto il nostro, "al calo delle borse che è dovuto a una manciata di azioni". Diavolo di un premier, quindi è tutta suggestione, panico collettivo, illusionismo dei media. Debbo assolutamente rintracciare quella anziana signora che ieri in banca, proprio davanti a me e ad un'altra decina di clienti, ha versato lacrime vere alla notizia che il suo piccolo gruzzolo di azioni Telecom, Terna, Enel e Alitalia che mesi fa valevano 35.000 euro ne valevano meno di 12.000. E quando ha chiesto al funzionario di banca che la stava attendendo di vendere tutto, almeno non avrebbe più pagato il mensile per la gestione del pacchetto azionario si è sentita rispondere: Cara Signora, lo farei volentieri ma non c'è nessuno che compra, neanche a questi prezzi, le conviene aspettare. Tra le lacrime (sempre vere e non immaginarie o indotte dai media) l'anziana risparmiatrice ha finalmente cominciato a sfogarsi, urlando al povero malcapitato dietro lo sportello che era colpa sua, che non ultimo nel luglio scorso gli aveva consigliato quei titoli e che adesso o li comprava lui a quel prezzo o l'avrebbe denunciato. Non so come è finita la storia perché è intervenuto il direttore della filiale che si è trascinato l'anziana inviperita nel suo ufficio. Adesso la debbo assolutamente rintracciare per spiegarle che non c'è niente di cui preoccuparsi, è solo una manciata di azioni e siamo tutti in preda ad un gioco illusionistico di questi maledetti giornalisti. Ma spero che nel frattempo il direttore le abbia venduto le azioni a 12.000 euro.
pubblicato da lucianoconsoli il 6/3/2009 alle 16:25
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tags: berlusconi crisi risparmio banche azioni
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