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Monopoli o Risiko?

Consiglio la lettura di  Francesco Giavazzi sul Cor Sera di oggi. E ne riporto solo il finale:

"Gli europei possono permettersi di giocare a Monopoli con il futuro del capitalismo — e guardare altrove indispettiti quando i nostri vicini dell'Europa centrale chiedono di essere aiutati ad evitare il collasso economico e politico — perché tanto a salvare Polonia, Ucraina e Lettonia ci pensa il Fondo monetario internazionale. E quale è l'unico Paese che sinora ha dato al Fondo le risorse per farlo? Il Giappone, che non è esattamente confinante con l'Ucraina."

Ieri avevo parlato di Risiko, adesso Giavazzi parla di Monopoli, sempre giochi da tavolo! E la casa brucia, pensa che se ne accorge pure la Signora Marcegaglia.
pubblicato da lucianoconsoli il 15/3/2009 alle 10:58
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tags: crisi banche berlusconi tremonti marcegaglia giavazzi G20 Giappone europa

Lacrime e bugie

Oggi il nostro Premier è sembrato un pochino più preoccupato del solito e a Vimercate ha detto: "La crisi sembra particolarmente grave, ma la sua estensione nel tempo dipenderà dai nostri comportamenti". Questa prima frase è assolutamente da sottoscrivere e dovrebbe far riflettere sul gioco delle tre carte che stanno facendo con i soliti 80 miliardi di euro che da settembre dicono di aver impegnato. Ma come al solito la sua incontinenza verbale lo ha fregato nel secondo passaggio: "Non ci saranno situazioni di miseria. Il governo è presente per sostenere i cittadini meno fortunati. Per fortuna siamo un popolo di risparmiatori e normalmente le famiglie hanno il conto in banca in attivo. Il sistema bancario è il più solido di tutti i Paesi Europei". Che non ci saranno situazioni di miseria questo lo vedremo nei prossimi mesi, che il governo li sosterrà ho i miei dubbi, ma quello sul quale posso metterci la mano sul fuoco è che le nostre banche stanno esattamente nelle medesime condizioni delle altre banche europee, con la sola differenza che continuano a nascondere sotto il tappeto la sporcizia degli anni passati. Altrimenti perché il titolo di Unicredit dai 7euro di fine 2007 è arrivato oggi a 0,7 euro? Anche sui conti in attivo vorrei dire qualcosa: un risparmiatore con qualche soldo, come dice il Premier, di certo non li tiene sul conto corrente ma li investe. Bene, costui se avesse avuto 70.000 euro di Unicredit adesso se ne troverebbe solo 7.000 con una perdita di 63.000 euro secchi. Di questo passo quanto dureranno in attivo i conti, se si perde anche il lavoro? Vada in banca Signor Presidente, e parli con la mia vecchietta risparmiatrice che piangeva come un vitello, e provi a convincerla che tutto va bene. E già che ci sono riporto l'ultimo lancio di agenzia: "Una «recessione senza precedenti che potrebbe causare altri 6 milioni di disoccupati entro il 2010» e produrre «gravi conseguenze sociali per le famiglie e le persone». Sono le considerazioni del progetto di documento del «Comitato per l'occupazione e per la protezione sociale», contenente i messaggi chiave del Consiglio Epsco al Consiglio europeo di primavera e anticipato dall'Agi".

 

pubblicato da lucianoconsoli il 9/3/2009 alle 14:37
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tags: berlusconi europa crisi banche unicredit

Obama tolga subito l'embargo a Cuba


 

Oggi La Stampa ha pubblicato un interessante articolo sui rapporti tra Iran e Venezuela, denunciando un traffico di armi e congegni elettronici tra i due paesi e la Siria. In pratica gli aerei venezuelani aggirano l'embargo di armi all'iran caricando e tarsportando in Siria e in Iran prodotti non consentiti. INelle stesse pagine un trafiletto annunciava la firma di un contratto tra Mosca e Teheran per la vendita di missili allo Stato Iraniano. Giovedi scorso inoltre a Teheran si è aperta una fiera internazionale con i sette Paesi che fanno parte dell'"Alternativa bolivariana per le Americhe" ovvero Venezuela, Cuba, Ecuador, Bolivia, Honduras, Nicaragua e Repubblica Dominicana. Di fronte a simili notizie corre un brivido lungo la schiena. Ma se non vogliamo stilare altri elenchi di Stati canaglia o assi del male si deve intervenire subito, prima che sia toppo tardi. E si deve certo condannare, ma non isolare. Mi rendo conto che è complicato ma l'esperienza insegna che se non si vuole arrivare a nuove guerre dobbiamo far lavorare la politica, la diplomazia e l'economia. In questi paesi ci sono forti opposizioni, come gli studenti di Caracas e di Teheran. Ma Chavez e Ahmadinejad avranno sempre facile gioco se gli permettiamo di far ricorso al nazionalismo e al populismo. Molto dipende dal nuovo Presidente Barak Obama. E come suggerisce il politologo Moises Naim un primo importante passo sarebbe quello di togliere unilateralmente l'embargo a Cuba e magari invitare Raul Castro alla Casa Bianca. In questa maniera aiuteremmo un popolo, quello cubano, a vivere meglio, scardineremmo il ricatto del petrolio perpetrato da Chavez e colpiremmo alle radici il disegno del Caudillo venezuelano che vuole governare fino al 2021. E l'Europa dovrebbe farsi parte attiva verso Obama in questa direzione. La crisi sta arrivando anche nei paesi produttori di petrolio e presto le tensioni cresceranno e potranno essere gestite a favore dei promotori dell'asse del male. O potrebbero divenire una occasione per recuperare questi paesi alla democrazia. Ma dobbiamo fare presto.
pubblicato da lucianoconsoli il 21/12/2008 alle 18:5
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tags: europa iran armi siria cuba venezuela obama stati canaglia asse del male
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