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Chavez si arma e Lula si difende



"Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, ha annunciato l'acquisto dalla Russia di missili con una gittata di 300 chilometri. "Abbiamo firmato degli accordi militari con la Russia", ha dichiarato parlando ai suoi sostenitori dal balcone del palazzo presidenziale di Caracas, al ritorno da Mosca, "sapete che gittata hanno? 300 chilometri e non mancano l'obiettivo". Chavez ha assicurato di "non voler attaccare nessuno" e ha spiegato che le nuove armi saranno usate "contro qualsiasi minaccia, da dovunque possa arrivare".

Negli ultimi mesi e' salita la tensione tra il leader populista bolivariano e la Colombia, che ha firmato un accordo militare con gli Usa che prevede la presenza di soldati americani in molte sue basi per la lotta al narcotraffico e alla guerriglia di sinistra. Il presidente venezuelano non ha fornito dettagli sulle armi acquistate da Mosca, ma negli ultimi anni Caracas ha gia' investito 4 miliardi di dollari per il suo arsenale che comprende anche 24 caccia Sukhoi Su-30, decine di elicotteri e 100mila fucili d'assalto AK. Il Paese latino americano e' anche in trattativa per la fornitura di 100 carri armati T-72 e T-90."

Questa notizia arriva dopo quelle dell'acquisto di armi anche dalla Cina e dall'Iran, una vera escalation militare del caudillo venezuelano, che come è stato dimostrato ampiamente rifornisce anche le Farc e le altre organizzazioni paramilitari legate al narcotraffico. Immagino che Oliver Stone su questo argomento non girerà nessun film e i plaudenti del festival del Cinema di Venezia diranno che Chavez fa bene, per difendersi dall'imperialismo di Obama.Il problema è che nel raggio di 300 chilometri c'è anche il Brasile di Lula, che sempre in questi giorni, oltre a scoprire enormi giacimenti di petrolio nel mare di fronte a Rio de Janeiro ha anche firmato con i francesi un contratto per acquisto di sommergibili ed aerei da guerra.

pubblicato da lucianoconsoli il 13/9/2009 alle 10:15
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tags: Hugo Chavez Venezuela Brasile Lula Obama guerra america latina

Bombardieri e navi da guerra.

La notizia forse è sfuggita a molti, anche perchè oggi c'è il G20 sulla crisi e perchè recentemente sia l'Europa che gli Stati Uniti avevano chisto la collaborazione della Russia di Putin per convincere l'Iran a trattare sulla produzione del nucleare. L'amico Putin è un ex del KGB sovietico e sa come utilizzare a suo favore tutte le situazioni e così ha mandato avanti un suo generale che ha dichiarato come probabile una base in Venezuela per i bombardieri russi. Ma ecco la notizia:

" Il comandante delle forze aeree strategiche russe, il generale Anatoli Jikharev ha detto sabato che il presidente venezuelano Hugo Chavez ha offerto la disponibilità dell'isola di Arcila per lo stazionamento temporaneo dei bombardieri strategici russi e che per tale possibilità non viene esclusa nemmeno Cuba.

Lo riferisce l'agenzia Interfax. Jikharev ha detto che una tale proposta venezuelana esiste e che «se ci sarà una decisione politica in tale senso è possibile». Il generale ha precisato di aver visitato lo scorso anno l'isola venezuelana di Arcila e che la pista potrebbe essere usata per decolli e atterraggi dopo alcuni lavori di ristrutturazione. Lo stesso generale non ha escluso che il territorio cubano potrebbe essere utilizzato per la «presenza temporanea dei bombardiere strategici» durante pattugliamenti aerei. Anche in questo caso è necessaria una decisione politica.

Qualcuno mi puo spiegare che si deve pattugliare Putin nei Caraibi? Cìè poi un altro notiziola dello stesso genere che è apparsa sulle riviste specializzate. Sembra che l'India abbia regaloto allo stato delle Mauritius, nell'oceano Indiano e paradiso dei vacanzieri, niente meno che una nave da guerra. I cinesi, invidiosi e preoccupati che gli indiani si ingrazino troppo lo statarello in posizione strategica per le rotte commerciali dall'oriente, sono corsi ai ripari offrendo un mega prestito di miliardi di dollari.

Il gioco del risiko è cominciato.
pubblicato da lucianoconsoli il 14/3/2009 alle 14:8
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tags: crisi guerra armamenti venezuela russia cina india mauritius

Venti di guerra

 

Niall Ferguson è uno storico, scrittore e giornalista scozzese di 44 anni. Specializzato in storia economica e finanziaria, Ferguson è professore di storia moderna all'Università di Harvard.  Lo scorso mercoledi il Corriere della Sera ha pubblicato la traduzione di un suo recente articolo di cui raccomando la lettura. Ferguson parte dai suoi studi sui conflitti del secolo scorso per poi analizzare la situazione attuale. Le conclusioni sono terrificanti: "La volatilità economica va a sommarsi ai conflitti etnici e a un impero in declino: in geopolitica, siamo davanti a una miscela altamente esplosiva. Oggi vediamo una convergenza di tutti e tre i fattori di rischio: l'era del caos comincia adesso." In altre parole Ferguson sostiene che si stanno ripresentando le medesime condizioni che hanno generato i conflitti mondiale del secolo scorso. In molti gridano al catastrofismo quando qualcuno come Ferguson scrive queste cose. Anche per me che sono nato dopo la seconda guerra mondiale e ho avuto la fortuna di vivere sempre in tempi di pace risulta difficile ipotizzare scenari simili. Ma chiudere gli occhi non serve. Anche nel secolo scorso in molti non vollero vedere i segnali e quando ne presero atto era troppo tardi. Quella che stiamo vivendo non è una semplice crisi periodica. E' molto di piu. E i governanti del mondo dovrebbero cominciare a discuterne assumendo le misure necessarie per prevenire il peggio.

pubblicato da lucianoconsoli il 27/2/2009 alle 11:5
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tags: crisi guerra ferguson geopolitica

Spedizione punitiva...

 GAZA: D'ALEMA, NON E'GUERRA MA SPEDIZIONE PUNITIVA
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - "Guerra contro Hamas è un'espressione partigiana dell'esercito israeliano. Si tratta di una vera e propria spedizione punitiva dove sono stati uccisi già circa 300 bambini. Come si combatte il fondamentalismo? Con il massacro di bambini il fondamentalismo si rafforza". E' la preoccupazione espressa dall'ex ministro degli Esteri Massimo D'Alema, ospite stamattina della tv 'Red'.    L'uccisione di civili e di bambini, è la convinzione di D'Alema, "avrà un enorme peso politico perché quello che sta accadendo a Gaza dal punto di vista del fondamentalismo è uno straordinario incoraggiamento ad una campagna di reclutamento in una logica di un guerra santa all'Occidente". L'ex vice premier ribadisce la sua "avversione contro il fondamentalismo di Hamas" ma "il problema non è Hamas perché noi non siamo alleati di Hamas. Il problema è cosa fa l'Europa, gli Stati Uniti e Israele per non fare il gioco del fondamentalismo che uscirà rafforzato mentre saranno indebolite le leadership moderate". (ANSA).


Come era facilmente prevedibile Massimo D'Alema questa mattina a RED tv ha spiegato meglio il suo punto di vista sulla crisi di Gaza, lanciando sul piatto alcune frasi che faranno sicuramente discutere. Una di queste è ovviamente la definizione di ciò che sta accadendo come "spedizione punitiva" israeliana. Ho già letto le prime reazioni sulle agenzie, come quella di Fabrizio Cicchitto che parla di "pregiudizi anti israeliani". Sarebbe troppo facile ricordare a Cicchitto le scelte che fece Bettino Craxi per Sigonella e in generale nei rapporti con il mondo arabo e israeliano, e purtuttavia non fu mai tacciato di "pregiudizi anti israeliani", come non lo furono mai Andreotti e gli altri statisti della cosidetta Prima Repubblica che cercarono sempre di tenere una politica estera mediterranea molto equilibrata con le parti in lotta.
Lasciamo quindi stare i pregiudizi e veniamo alla sostanza. E la sostanza del ragionamento di D'Alema è che l'attuale guerra o spedizione punitiva deve cessare subito perchè ogni morto dell'una o dell'altra parte rafforza il fondamentalismo arabo-israeliano e indebolisce le forze moderate arabo-israeliane. E questa è una sacrosanta verità.
pubblicato da lucianoconsoli il 12/1/2009 alle 12:46
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tags: d'alema israele guerra terrorismo palestinesi hamas gaza pace

Inviti su Facebook

Facebook è una comunità interessante, ho ritrovato molti amici perduti negli anni e mi diverte vedere l'intreccio delle vite che si dipanano attraverso le foto pubblicate. Ma è anche uno specchio piu o meno fedele delle tensioni che ci attraversano ogni giorno. Solo oggi ad esempio ho ricevuto due inviti: uno da Marco Taradash per partecipare alla manifestazione CON ISRAELE, PER LA LIBERTÀ, CONTRO IL TERRORISMO, il secondo da Carlo Leoni per un aderire alla causa STOP AI BOMBARDAMENTI ISRAELIANI A GAZA!. Ringrazio entrambe ma debbo decisamente declinare sia l'uno che l'altro. Del primo approvo il PER LA LIBERTA', CONTRO IL TERRORISMO,  del secondo STOP AI BOMBARDAMENTI. Affermare infatti di stare con Israele oggi significa stare contro i palestinesi, (dico i palestinesi e non Hamas) e quindi non posso aderire. Chiedere lo stop dei bombardamenti israeliani a Gaza altresì significa negare che ci sono stati e continuano bombardamenti di Hamas contro gli israeliani. Quando mi arriverà un invito PER LA PACE TRA I POPOLI, CONTRO IL TERRORISMO, PER LO STOP A TUTTI I BOMBARDAMENTI allora ci sarò e farò la mia parte. Sarebbe molto bello se quell'invito poi mi provenisse da Parlamentari, politici, intellettuali di tutti gli schieramenti e di tutte le confessioni religiose. Sarebbe bello, troppo bello per essere vero.

 

pubblicato da lucianoconsoli il 11/1/2009 alle 17:43
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tags: gaza israele palestinesi hamas guerra pace terrorismo carlo leoni marco taradash

Viagra: nuova moneta internazionale


 

Se non fossimo preoccupati per i venti di guerra che soffiano in varie parti del mondo, da Gaza al confine India Pakistan, ci sarebbe veramente da farsi una risata nell'apprendere che la Cia in Afghanistan paga la collaborazione dei capi villaggi con pillole di Viagra e non piu con i verdi biglietti dello zio Sam. Una forma assai originale per dire "noi facciamo la guerra e voi fate l'amore". Potremmo forse assumere la pillola blu come moneta internazionale, vista la crisi del dollaro. E sono certo che ci penseremmo su prima di spendere.
pubblicato da lucianoconsoli il 26/12/2008 alle 17:39
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tags: afghanistan guerra india pakistan cia dollaro viagra
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