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Questa volta in Paraguay.

Domani parto per Argentina e Paraguay. Saranno pochi giorni ma molto intensi. Nei giorni a cavallo tra la fine di aprile e i primi di maggio sarò a Ciudad del Este, la piccola città fondata appena 50 anni fa esattamente nel punto di incontro delle tre frontiere tra Brasile, Argentina e Paraguay. Ciudad del Este è un porto franco, celebre alle cronache per essere il paradiso dei trafficanti di tutto il mondo. Dalle armi alla droga, dall'elettronica alle automobile, puoi trovare di tutto a prezzi veramente imbattibili. Ovviamente si prendono anche grandi fregature e l'ambiente non è sempre dei piu raccomandabili. Ma per qualche giorno Ciudad del Este ospiterà esperti e autorità dei tre paesi frontelieri nel I° Foro de Cooperacion Transfronteriza Argentina-Brasil-Paraguay,  promosso dal Cespi, il Centro Studi di politica internazionale italiano diretto dal mio caro amico Josè Luis Rhi-Sausi. Il Foro è una delle tante iniziative preparatorie della IV Conferenza Italia-America Latina che si terrà ad Ottobre di quest'anno a MIlano.
Ovviamente avrò con me gli strumenti del mestiere, la mia Nikon e la telecamera di RED Tv per documentare e intervistare e con l'occasione potrò rivedere molti amici. Nell'ambito del Foro si terrà poi una sezione molto speciale sulla "tratta delle persone". Infatti a Ciudad del Este non si vendono solo cose ma anche persone. Dopo la vendita dei bambini in Guatemala di cui ho già parlato, questo è un nuovo tassello della mercificazione umana che spero di poter documentare e raccontare.

pubblicato da lucianoconsoli il 25/4/2009 alle 22:44
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tags: argentina brasile paraguay josè luis rhi-sausi america latina

Una donna straordinaria


 
Ieri sono stato a Ginevra, nello storico Palais Wilson, la prima sede delle Nazioni Unite ed oggi sede dell'Alto Commissariato per i diritti dell'infanzia. Ero lì per registrare una intervista che andrà in onda su Red tv nelle prossime settimane alla Vice Presidente del Comitato, la paraguayana Rosa Maria Ortiz, una donna straordinaria che pochi conoscono ma che svolge un lavoro silenzioso preziosissimo. Rosa Maria non è un funzionario dell'Onu ne dell'Unicef, ma solo un esperto indipendente, come tutti i membri dell'Alto Commissariato, che percepiscono un rimborso spese solo nei tre mesi all'anno che per regolamento debbono risiedere a Ginevra per lo svolgimento delle sedute del Comitato. In realtà Rosa Maria dedica tutto il suo tempo alla causa dei diritti dei bambini, e quando non risiede a Ginevra gira per tutta l'america latina ad incontrare le autorità dei vari paesi e soprattutto le ong impegnate sul territorio. Per svolgere questa "missione" Rosa Maria ha trasformato la sua casa in Paraguay in un piccolo ostello e invece di risiedere in hotel e mangiare al ristorante, nei tre mesi a Ginevra vive in una casa che amici le mettono a disposizione. E' una donna mite, parla con voce calma e serena anche quando ti racconta storie alluccinanti di traffico di organi e di sfruttamento di bambini. Nelle diverse ore che abbiamo passato insieme ho colto solo due volte un lampo di rabbia nei suoi occhi: quando testimoniava che molto spesso sono donne quelle che trafficano in adozioni illegali e quando mi raccontava della prepotenza del Brasile rispetto allo sfruttamento energetico di alcuni grandi fiumi del Paraguay. Ma la cosa che forse mi ha colpito di piu è stato il racconto, molto personale, di come, sotto la dittatura che ha martoriato per decenni il suo paese, è arrivata ad occuparsi dei diritti dei bambini. Come per molti di noi, Rosa Maria ha dovuto affrontare una situazione personale, un marito legato alla dittatura che l'ha denunciata come "comunista" per toglierle il proprio figlio. Da giovane madre disperata ha cominciato a studiare il problema, a consultare esperti, leggi, regolamenti. Si è resa conto che quello che lei stava passando era comune a milioni di donne, di famiglie, e soprattutto di bambini. La dittatura non permetteva organizzazioni sociali o politiche, ma lasciava una limitata libertà d'intervento alle associazioni cattoliche,  ed è con una di queste che Rosa Maria si fa le ossa sul campo per aiutare gli altri. Da allora non ha piu smesso di battersi per i diritti dei bambini, e ora come allora si indigna se in un documento ufficiale dell'Alto Commissariato qualcuno traduce la parola "bambini" con "minori",  o come è avvenuto in Italia si usa "fanciullo" invece di bambino, adolescente o ragazzo. Ce ne fossero di donne e uomini così. Vivremmo in un mondo migliore.

pubblicato da lucianoconsoli il 31/1/2009 alle 14:15
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tags: Rosa maria Ortiz onu paraguay america latina bambini
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