.
Annunci online

lucianoconsoli

lucianoconsoli

Haiti

questo di Granellini mi sembra il miglior pezzo di oggi.

 “Scossa di coscienza ”

Sconvolto dagli effetti apocalittici del terremotodi Haiti, sono andato in cerca di informazioni per scoprire com'era la vitanell'isola, fino all'altro ieri. Ho appreso che l'ottanta per cento deglihaitiani vive (viveva) con meno di un dollaro al giorno. Che il novanta percento abita (abitava) in baracche senza acqua potabile né elettricità. Chel'aspettativa di vita è (era) di 50 anni. Che un bambino su tre non raggiunge(raggiungeva) i 5 anni. E che, degli altri due, uno ha (aveva) la certezzapressoché assoluta di essere venduto come schiavo.

Se questa è (era) la vita, mi chiedo se sia poi tanto peggio la morte. Masoprattutto mi chiedo perché la loro morte mi sconvolga tanto, mentre dellaloro vita non mi è mai importato un granché. So bene che non possiamodilaniarci per tutto il dolore del mondo e che persino i santi sono costretti aselezionare i loro slanci di compassione. Eppure non posso fare a meno diriflettere sull'incongruenza di una situazione che - complice la potenzaevocativa delle immagini - mi induce a piangere per un bambino sepolto sotto idetriti, senza pensare che si tratta dello stesso bambino affamato che avevatrascorso le ultime settimane a morire a rate su quella stessa strada. Così miviene il sospetto che a straziarmi il cuore non sia la sofferenza deglihaitiani, che esisteva già prima, ma il timore che una catastrofe del generepossa un giorno colpire anche qui. Non la solidarietà rispetto alle condizioniallucinanti del loro vivere, ma la paura che possa toccare anche a me il loromorire”

 

MassimoGranellini (La Stampa del 15 gennaio 2010)

pubblicato da lucianoconsoli il 15/1/2010 alle 16:48
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: Haiti terremoto Massimo Granellini

La rabbia e il dolore




Sono stato in viaggio per qualche giorno ma sembra passato un secolo. Il terremoto in Abruzzo sembra avermi riportato bruscamente ad una realtà atroce a volte esorcizzata. Ero in volo tra il Messico e l'Italia quando la terra ha tremato. Avevo ancora la testa all'ultimo discorso del Presidente messicano che aveva fatto approvare del Parlamento una legge che impone a tutti i "servitori dello Stato" ovvero i dipendenti pubblici di ogni ordine e grado che nessuno, in nessun caso, possa avere uno stipendio superiore a quello del primo cittadino messicano che è equivalente a circa 250mila dollari l'anno. Pensavo a cosa sarebbe successo nel nostro Paese se fosse passata una simile legge. Si perchè ce la prendiamo sempre con gli stipendi dei parlamentari ma non vediamo o non vogliamo vedere che altri "servitori dello Stato" tra l'altro senza alcun giudizio elettorale guadagnano molto di più per gestire municipalizzate a aziende pubbliche senza alcun ritegno per l'uso del denaro pubblico, i bilanci o meriti gestionali. Appena sceso a Malpensa per cambiare volo per Roma nel breve scalo tecnico compero i quotidiani e guarda caso trovo proprio su Il Giornale un interessante elenco degli stipendi dei cosiddetti manager di stato e ricevo conferma di questo altro scandalo tutto italiano e la giustezza del provvedimento messicano. Poi la telefonata: c'è stato un terremoto in Abruzzo, ci sono decine di morti. Mi torna alla mente quel giorno di circa 30 anni fa quando guidai una colonna di aiuti in Irpinia, con un  ospedale da campo e tanti aiuti inviati dal Comune di Roma dell'allora sindaco Petroselli. Facemmo base a San Gregorio Magno, epicentro del sisma, raso al suolo e solo dopo decenni ricostruito. Vidi la morte, ne toccai il gelo, ne assaporai l'odore, mi assordò il suo assordante silenzio. Nell'ora di volo tra Milano e Roma, fatto talmente tante volte da sembrarmi un giro in metropolitana, rividi quelle facce disegnate da profonde rughe e bruciate dal sole irpino, tanto simili a quei volti degli indio di origine maya che uscivano dai loro rifugi dopo l'uragano Dean di due anni fa, e ora della povera gente di Paganico, Onna e degli altri paesi abruzzesi devastati. Tornato nella falsa sicurezza delle pareti domestiche, come scopriamo solo in questi momenti, comincia la spasmodica ricerca di informazioni, dettagli, immagini che so per certo che rimarranno per sempre in qualche cassetto della memoria. Scorro l'elenco di amici, conoscenti, colleghi che vivono in quelle zone, i telefoni sono inutili ed illusori strumenti che in questi casi accrescono il senso di impotenza. E con le notizie arriva la rabbia e il dolore. Questi sentimenti, come la vendetta, hanno bisogno di tempo. Ma presto ci dovrò tornare. Adesso c'è solo tempo per mettere al servizio di quella povera gente soldi, tempo e quel poco di professione che anche una piccola tv come RED può mettere al loro servizio.
pubblicato da lucianoconsoli il 8/4/2009 alle 9:5
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (1)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: abruzzo messico costi della politica irpinia terremoto red
Sfoglia novembre        febbraio
lucianoconsoli

Creative Commons License
Le foto dell'autore presenti in questo blog sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons che ne impedisce l'utilizzo per fini commerciali.

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Feed ATOM di questo blog


Ultimi commenti
3/15/2014 4:54:46 PM
un ricordo e un consiglio - Buenas días.Mi nombre es Carlos Ignacio Zenteno Corona y le escribo de la productora Quetzal Films, ...
5/12/2011 9:24:21 AM
giù le mani da Real de Catorce - caro signor Consoli,mi perdoni se le scrivo qui ma non ho trovato un suo indirizzo mail. sono un ...
5/4/2011 7:38:05 PM
Bin Laden "terminato" - Buongiorno, chiedo scusa per l'intromissione e per l'OT, ma vorrei fare una domanda: potrebbe ...
1/20/2011 1:44:00 PM
Cuba: rimossi due ministri per "errori e deficienze" - ciao cugino..sono Claudio..un abbraccio e buon compleanno..e viva Nonno Peppe
12/6/2010 4:34:15 AM
Altro che bottegai. - The indices and rim of the stop replica watches abnormal punch - at the six o'clock position - are ...
In onda su RED

www.redtv.it
Cerca
Calendario