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Contributi editoria e controlli

La notizia che segue dimostra che invece di buttare il bambino con l'acqua sporca, Tremonti e Bonaiuti potevano fare i controlli e colpire i truffatori.

(ANSA) - ROMA, 4 MAG - I fatti contestati dal pm Simona
Marazza fanno riferimento - è detto in un comunicato diffuso
dalla procura - al periodo che va dal 2002 al 2007 e "per
analoghi tentativi susseguitisi fino all'anno in corso, in danno
dello Stato- presidenza del Consiglio dei ministri -
Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria, da parte delle
società editrici Nuova Editoriale Oggi Srl ed Editoriale
Ciociaria Oggi Srl". 
   La Guardia di finanza di Roma, Nucleo speciale polizia
valutaria, "ha eseguito oggi a Roma, Milano e altrove, decreto
di sequestro preventivo fino alla concorrenza di importo
equivalente al danno, su immobili, quote societarie, conti
correnti e imbarcazione di lusso. Il sequestro ha riguardato
beni riconducibili, attraverso intestazioni ritenute fittizie,
al soggetto rilevato come effettivo proprietario delle società
editrici".
   Gli indagati rispondono del reato di truffa per gli anni che
vanno dal 2002 al 2007 e di tentata truffa per il periodo
2008-2010. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti le
società editoriali effettuavano richieste di finanziamenti in
modo non conforme alla legge sull'editoria del 1990.
   Il sequestro non comprometterà la funzione operativa delle
società interessate dal provvedimento dell'autorità
giudiziaria. L'indagine è partita da una iniziativa delle
fiamme gialle finalizzata alla verifica sui contributi per
l'editoria.(ANSA)

pubblicato da lucianoconsoli il 4/5/2010 alle 15:48
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tags: contributi editoria ciarrapico tremonti bonaiuti

Il milleproroghe e l'editoria

E' stato appena votato alla Camera l'emendamento al Milleproroghe che riguarda i contributi all'editoria. Venerdì torna al Senato per la seconda lettura e entro la scadenza del 28 febbraio il decreto verrà convertito in legge. Provo a fare alcune riflessioni a caldo:
1) Tremonti non ha ceduto, aveva detto che non avrebbe aggiunto risorse e ha mantenuto la parola. Non ha invece mantenuto la promessa fatta ai quattro direttori e al Presidente Fini. Non ci avevo mai creduto, ho messo in guardia tutti sul fatto che erano manovre dilatorie per farci stare buoni e ho avuto ragione.
2) Il Parlamento ha vinto una seconda volta in pochi giorni. Dopo il decreto sulla Protezione Civile adesso sul Milleproroghe si è evitata la fiducia, si è discusso e migliorato il testo. E questo è sicuramente un fatto importante per chi crede nella democrazia Parlamentare. 
3) Con la raccolta delle 400 firme dei parlamentari a sostegno dei contributi all'editoria si è creata una vasta sensibilità ai problemi del settore in tutti i gruppi, di maggioranza e opposizione. Ogni firma è stata conquistata spiegando, argomentando, e oggi l parlamentari ne sanno sicuramente più di prima sull'argomento. Li ringrazio tutti, uno a uno ma li invito a no abbassare la guardia. Il 2010 è senza soldi e senza diritto soggettivo, le mele marce stanno ancora dentro e l'unica possibilità adesso è fare una Riforma organica per avere un nuovo inizio.
4) Il sottosegretario Bonaiuti è uscito dal commissariamento di fatto che gli aveva imposto Tremonti, ma ha dovuto pagare un prezzo. D'ora in poi deve farcela da solo a far tornare i conti. E' scritto a chiare lettere nell'emendamento approvato: la Presidenza del Consiglio dovrà avvalersi solo della sua "autonomia contabile e di bilancio" e se necessario ripartendo quello che ha tra le spese "rimodulabili" ovvero i contributi diretti, che perdendo il diritto soggettivo non saranno più spese d'obbligo. Ma ha accettato la sfida e dobbiamo aiutarlo a fare la Riforma. Con essa si potrebbero trovare i fondi.
5) La maggior parte delle aziende a contributo potranno chiudere i bilanci del 2009, ma continueranno il 2010 senza diritto soggettivo e soprattutto senza fondi presso la Presidenza del Consiglio e senza la possibilità per questa di rifinanziarsi. Sono già 67 le imprese che hanno chiesto la cassa integrazione, oltre noi anche Rinascita, Liberazione, l'agenzia Dire, Il gazzettino di Vicenza, Domus, La cronaca di Mantova e tanti altri.
6) Cinque giornali di italiani all'estero, circa 700 radio e tv private locali, numerosi periodici dei consumatori, alcune agenzie perdono il contributo per il 2009. L'ho detto per noi e vale adesso per loro: a mio parere è una norma anticostituzionale. Se vogliono passo loro tutti i pareri che avevo raccolto per la class action.
7) l'intransigenza di Tremonti ha costretto a dei tagli verticali, a togliere intere categorie per salvare il 2009 ad alcune altre. Questa non è la pulizia che tutti avevamo richiesto ma una guerra tra poveri. Morte tua, vita mia. Ma io non ci sto. Magari in queste settimane non ho sentito al mio fianco gli esclusi di oggi ma vorrei che sapessero che io sarò al loro fianco adesso. Dobbiamo restare uniti per salvare i giusti e penalizzare i furbi. E fare una vera Riforma !

alla prossima.
pubblicato da lucianoconsoli il 24/2/2010 alle 15:14
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tags: editoria red milleproroghe tremonti bonaiuti

Monopoli o Risiko?

Consiglio la lettura di  Francesco Giavazzi sul Cor Sera di oggi. E ne riporto solo il finale:

"Gli europei possono permettersi di giocare a Monopoli con il futuro del capitalismo — e guardare altrove indispettiti quando i nostri vicini dell'Europa centrale chiedono di essere aiutati ad evitare il collasso economico e politico — perché tanto a salvare Polonia, Ucraina e Lettonia ci pensa il Fondo monetario internazionale. E quale è l'unico Paese che sinora ha dato al Fondo le risorse per farlo? Il Giappone, che non è esattamente confinante con l'Ucraina."

Ieri avevo parlato di Risiko, adesso Giavazzi parla di Monopoli, sempre giochi da tavolo! E la casa brucia, pensa che se ne accorge pure la Signora Marcegaglia.
pubblicato da lucianoconsoli il 15/3/2009 alle 10:58
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tags: crisi banche berlusconi tremonti marcegaglia giavazzi G20 Giappone europa

E la casa brucia

 il presidente dell’Abi Faissola dichiara : “Gli istituti bancari italiani hanno dimostrato in questa crisi di essere i migliori del mondo”. (come chiedere all'oste se il vino è buono, visto che è il presidente dell'assocazione degli Istituti bancari che lo hanno eletto).

Berlusconi dice che il nostro sistema bancario è il piu solido di tutta Europa ( quindi ci sarebbe da fidarci ) ma il suo Ministro Tremonti propone addirittura che a vigilare sulle banche ci pensino i Prefetti ( che notoriamente sono esperti di finanza ).

Parole in libera uscita, mentre la casa brucia. Ma lo spunto è utile per riflettere su un aspetto molto piu terra terra. Poniamo che io sia il massimo responsabile di una impresa, che so, di scarpe o mattonelle per il bagno. Mi pagano bene perchè ho portato buoni risultati e tutti sono felici. Poi succede qualcosa nel mercato e comincio a perdere quote di mercato, non ho sufficienti soldi per pagare i fornitori, insomma in poco meno di sei mesi mi rimangio tutti i risultati ottenuti e faccio perdere alla società anche il 50% del valore delle azioni. Voi che fareste? Mi caccereste a calci e mi sostituireste con qualcun'altro, è evidente. Ma se durante la mia direzione della società avessi fatto tanti favori a qualcuno degli azionisti ( piastrelle in tutte le loro residenze e sarpe per tutta la famiglia allargata), voi pensate che sarebbe facile cacciarmi? E allora si comincierebbe a sostenere che la colpa di quello che sta succedendo non è la mia, ci sono fattori esterni, la crisi, la recessione, anche gli altri stanno nelle stesse condizioni. Insomma mal comune mezzo gaudio, e io mi continuo a beccare il mio stipendio e il mio incarico.

Ecco, questo è esattamente quello che sta succedendo alle nostre banche. Giustamente Fausto Panunzi scrive : Quando il governo britannico ha salvato Royal Bank of Scotland, il vecchio management è stato accompagnato alla porta. Da noi, malgrado nell’ultimo mese il prezzo delle azioni Unicredit sia sceso del 46% e quello di Intesa Sanpaolo del 43%, è quasi impossibile leggere un articolo che critichi l’operato di Profumo e Passera.

Evidentemente di favori i due "banchieri" ne hanno fatti molti, sia al governo (vedi Alitalia) che agli editori dei giornali. Ma in questo paese non usa farsi da parte quando si sbaglia o si perde. Magari tardi ma Veltroni ne ha preso atto. Lo facciano anche gli altri.

P.S. : Le banche sottoscriveranno i Tremonti bond pagando un interesse tra il 7,5 e l'8 %. I Prefetti controlleranno che questi soldi vengano dati come credit alle imprese. Bene, ma a che interesse? Quanto ci caricheranno sopra le banche? Qualcuno ce lo sa dire? Non dovrebbe dircelo Tremonti?

pubblicato da lucianoconsoli il 14/3/2009 alle 17:55
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tags: berlusconi crisi tremonti banche
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