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Libertà di espressione

Tratto dal documento del 30 dicembre 2008 di Reportes sans Frontieres:

 

2009 in cifre

76 giornalisti assassinati (60 en 2008)
33 giornalisti sequestrati
573 giornalisti detenuti
1456 giornalisti aggrediti o minacciati

570 mezzi di comunicazione censurati
157 giornalisti sono dovuti scappare dal proprio Paese

1 blogger morto in carcere
151 bloggers arrestati
61 bloggers aggrediti
60 Paesi colpiti dalla censura su internet

pubblicato da lucianoconsoli il 3/1/2010 alle 11:6
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tags: libertà di espressione reporters sans frontieres

Quattro secondi

Nel mio ultimo viaggio ho incontrato un prete, un missionario, di quelli giovani, vestiti come noi, con la barba incolta di anni ma pulito anche se trasandato. Un prete senza parrocchia, senza tonica, senza paramenti. Uno di noi, poteva essere proprio uno di noi. Ci ho parlato a lungo divorato dalla curiosità di sapere come un giovane di famiglia agiata italiana si trovasse ai limiti della selva messicana ad aiutare gente povera che vive ancora dei frutti della terra, in palapas di pali e foglie di palma, senza luce ne gas, con l'acqua del ruscello che vanno a prendere ogni giorno e cucinando e riscaldandosi con legna tagliata con il machete. Prima ha tentato di parlarmi di Dio ma evidentemente leggeva lo scetticismo nei miei occhi. A quel punto si è fermato, si è guardato intorno come se fosse intimidito e qundo ha incrociato nuovamente i miei occhi i suoi erano pieni di lacrime. Non si è schernito, non ha tentato di nascondere l'emozione ma ha solo detto: conta insieme a me... UNO....DUE...TRE...QUATTRO. Ecco, in questi quattro secondi un povero è morto di fame. Tu riusciresti a vivere senza far nulla?. 
 
E adesso torniamo al nostro tg con le notizie sulle vacanze d'affari di Berlusconi, i racconti delle escort, il bandito al grande fratello, le uscite sul lavoro fisso e il colore dei calzini di quel giudice.
Se ci riusciamo.
pubblicato da lucianoconsoli il 21/10/2009 alle 21:54
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Un Pais normal

 
Ieri sera eravamo in piu di cento, con i capelli bianchi e tanti ricordi. Qualcuno ha parlato, altri hanno ascoltato, tutti ci siamo divertiti. Massimo Micucci ha pubblicato oggi su facebook il suo intervento. Ho voluto copiarlo in questo diario per averlo sempre sotto mano. Mi sembra un pezzo di grande affetto, alla maniera di Massimo ovviamente, con quella aggressiva ironia che nasconde i suoi sentimenti. O almeno così mi piace pensare.

L’insegnamento di D’alema nel mondo : di Massimo Micucci

Sappiamo tutti che il compagno D’alema è un uomo modesto e almeno su questo tutti siamo d’accordo.
Non ama che si parli di lui. Gli elogi gli provocano un fastidio profondo. Solo su un tema dei tantissimi di cui si è occupato ha mostrato un qualche orgoglio: il mondo. Ripete spesso, infatti, che non si occupa di partiti né di correnti, ma solo del mondo.
Ed è qualcosa che anche la stampa di parte e gli avversari acerrimi gli riconoscono. Doti notevoli di statista internazionale
Erroneamente si ritiene che questa propensione, quest’apertura globale vengano della sua recente esperienza di governo…non è vero. Si radicano piuttosto in una lunga e meditata elaborazione cui il compagno Massimo D’alema si è dedicato fin da giovanissimo.
Io che ho avuto qualche occasione di seguirlo proprio nei viaggi degli inizi voglio provare a porre l’accento alcuni di quelli che definirei gli insegnamenti del compagno d’alema al mondo.
Per cominciare So già che tutti avete in mente quel viaggio fondamentale a Cuba nel 1978, proprio perché lì si gettarono le fondamenta di questo interesse, di questa inclinazione al mundialismo.
Di quel viaggio si è parlato assai. Meno raccontato come e quanto in quell’occasione egli abbia influito sulla realtà Cubana, negli sviluppi delle conquiste di quel paese. Basti dire che prima che Fidel Castro e D’alema se incontrassero …i Cubani chiamavano Fidel semplicemente “el lider”; solo dopo D’alema presero a chiamarlo el lider Maximo…uno scarto in termini di prestigio popolare di cui Fidel è ancora grato a Massimo. Sempre restando a Cuba ricordate quella notte in cui assieme al gruppo dirigente (di cui abbiamo qui una dispositiva) nell’indiavolato carnevale di Santiago de Cuba diedero una dimostrazione di creativa e ordinata solidarietà facendo il trenino ?
Beh quel simbolo, quella norma innovativa è rimasta tanto impressa nel cuore dei cubani che ancora oggi davanti ai negozi del pane, e dei generi di prima necessità non fanno più... la coda fanno “el trenino italiano”. Di là del folclore resta soprattutto il consiglio che con determinazione D’alema volle dare nel colloquio riservato Fidel: vacci piano con le riforme, attento alla transizione, non farti fregare. Fidel è ancora lì, ha tenuto conto di un suggerimento tanto prezioso. Che mi ricorda quando, un altro statista di origine comunista Gian Carlo Pajetta, ai funerali di Tito, agli albori delle perestrojka si avvicinò al rappresentante del PCUS raccomandandogli : Festina Lente (Affrettatevi ma lentamente)
Debbo dire anche di in una altro viaggio famoso quello in Cina , per ristabilire rapporti con la Gioventù Cinese…un viaggio in cui ho rischiato il posto , poiché avevo attentamente preparat i testi di tre giorni di clìolloqui estenuanti con i didirgenti Cinesi …e mi ero perso solo due fogli : quelli sull’Unione Sovietica, e D’alema si rotrovò a passare dall’Europa al terzo Mondo . Di quel viaggio esistono indimenticabili immagini: D’alema insegna ai cinesi a cantare l’internazionale, coltivare le perle, ad allevare i bachi da seta, a intagliare la giada e persino a tenere le bacchette per il riso Com’è evidente per chi conosca quello sterminato paese i compagni cinesi hanno fatto tesoro prezioso di quei suggerimenti. Oggi hanno sviluppato quelle abilità a livelli allora impensabili. In verità c’è anche una foto in cui assieme a Fumagalli, il sottoscritto, Chiara Risoldi e Walter vitali sembriamo tutti paralizzati da una specie di rigor mortis assieme al gruppo dei giovani comunisti cinesi. Beh D’alema stava cercando di insegnar loro a stare fermi; In questo com’è evidente i Cinesi non riuscirono a seguirlo , in compenso possiamo dirlo senza piaggeria : il messaggio nella sinistra italiana ha avuto un grande successo…
Finisco con due altri insegnamenti e una ispirazione del D’alema Mundial : uno negli incontri con il Dalai lama cui D’alema raccomandò le virtù della calma (era l’epoca di sun tze) della serenità : il risultato fu clamoroso . Pochi lo sanno ma prima di conoscere D’alema sia il Dalai Lama che tutti i buddisti erano praticamente come Fassino nevrotici e stakanovisti…adesso la loro serena accettazione del mondo è proverbiale. Grazie a D’alema !
L’ultima e controversa foto quella sottobraccio agli Hizbollah : oggetto di una campagna vergognosa. D’alema in realtà stava cercando di insegnare la democrazia al Partito di Dio !! Purtroppo davanti alla ipotesi di doversi leggere i libri di Guseppe Vacca la maggioranza di loro ha deciso di continuare a farsi saltare in aria. Che ci volete fare.
Dalle sue esperienze internazionali ha tratto alcune delle idee più brillanti : ad un edicolante di Madrid che lo aveva riconosciuto e gli proponeva un numero del Pais con supplementi e con video, dvd e allegati , rispose “ No , no quiero nada mas ! Solo quiero un Pais Normal “ E si fermò folgorato Pais Normal …era nato il Paese Normale che tutti conosciamo!! A Condoleeza che lo continuava a chiamare davanti ai pescatori pugliesi ha insegnato la ricetta delle orecchiette con le cime di rapa per farla star buona ; A Tony Blair il rapporto con la Chiesa e quello è diventato un predicatore che non si riconosce. Con Clinton è andata male : quando D’alema ha saputo che suonava il sassofono subito gli è parsa una attività poco consona per uno statista (tanto più che lui non suona nessuno strumento)..e anche a lui ha voluto dare dato un consiglio : “Bill se ti piace tanto fattelo suonare da qualcun altro” . Bill ha capito male, ha preso la prima stagista …ed è andata come è andata. Potrei continuare a lungo…ma ognuno di noi ha presente almeno un insegnamento del D’alema Mundial , sta a noi rifletterci e seguirlo oppure guardarcene bene. Della sua generosa perspicacia siamo comunque grati.
pubblicato da lucianoconsoli il 25/4/2009 alle 16:12
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tags: d'alema facebook micucci cuba

E' un giorno felice

Oggi è un giorno felice per tutti gli uomini e le donne che credono che questo mondo possa cambiare. Lo scorso 27 gennaio su questo blog feci un appello al Presidente Obama perchè tra i suoi primi atti ci fosse quello della ratifica degli accordi per il Comitato Onu dei diritti dell'uomo e dell'infanzia. Ieri finalmente la notizia: gli Stati Uniti hanno dato mandato ai propri ambasciatori a Ginevra per la ratifica. La mia amica Rosa Maria Ortiz e tutti quelli che da anni lottano per la difesa dei diritti umani possono oggi brindare, e noi con loro.
pubblicato da lucianoconsoli il 2/4/2009 alle 21:29
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tags: onu diritti umani usa obama. rosa maria ortiz

Ciao Luigino, e grazie


Fino a due anni fa non ci conoscevamo nè avevo sentito parlare di lui.  Ricordavo la notizia letta sui giornali ma non il suo nome e il suo volto. Un suo amico da 40 anni e mio da 5 ci ha fatto incontrare, senza tanti preamboli e tante spiegazioni. La sua faccia rotonda contornata da una barba da sessantottino mi piacque subito, i suoi occhi grandi mi fissavano interrogativi mentre mi raccontava la sua storia. Sentii un brivido di rabbia e senza pensarci un attimo diventammo amici e decidemmo di pubblicare un libro con il racconto degli ultimi "20 anni in attesa di giustizia" di Luigino Scricciolo. Ieri mattina ci siamo sentiti e abbiamo cazzeggiato come sempre, ci siamo scambiati impressioni, dubbi e certezze, fissato appuntamenti e scadenze. Non potremo mantenere niente di tutto quello che avevamo programmato perché Luigino se n'è andato, in un puzzolente, caotico, sporco e disordinato ospedale romano. Lui, sindacalista impegnato nel settore internazionale, una mattina del 1982 era stato arrestato con l'incriminazione di banda armata e addirittura di "spia bulgara". Dopo 20 anni di isolamento e frustrazione il completo proscioglimento. Senza che nessuno abbia pagato per l'errore. 20 anni tolti ad un combattente, ad un uomo con una gran voglia di vivere e di cambiare il mondo. 
Voi, magistrati che lo avete incriminato, che non avete fatto le indagini, che avete dimenticato quel faldone impolverato su qualche scrivania per anni, a Voi auguro di non dormire questa notte e per le prossime, fin quando non deciderete di lasciare un posto e uno stipendio che state abusivamente ricoprendo. Quel aneurisma che ci ha portato via Luigino è anche colpa Vostra, ma nessun giudice potrà mai provarlo. Ma noi, suoi amici, lo sappiamo e Vi condanniamo. 

Sulla prima copia del suo libro fresco di stampa Luigino, con le lacrime agli occhi, mi aveva scritto una dedica che rappresenta per me un grande onore e per Voi il suo atto di accusa:

"A Luciano che mi ha dato fiducia e mi aiuta a riavere l'onore politico. Un abbraccio, amico caro. Luigino Scricciolo."

Ciao Luigino. e grazie.

pubblicato da lucianoconsoli il 24/3/2009 alle 23:15
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tags: amicizia giustizia scricciolo

Bombardieri e navi da guerra.

La notizia forse è sfuggita a molti, anche perchè oggi c'è il G20 sulla crisi e perchè recentemente sia l'Europa che gli Stati Uniti avevano chisto la collaborazione della Russia di Putin per convincere l'Iran a trattare sulla produzione del nucleare. L'amico Putin è un ex del KGB sovietico e sa come utilizzare a suo favore tutte le situazioni e così ha mandato avanti un suo generale che ha dichiarato come probabile una base in Venezuela per i bombardieri russi. Ma ecco la notizia:

" Il comandante delle forze aeree strategiche russe, il generale Anatoli Jikharev ha detto sabato che il presidente venezuelano Hugo Chavez ha offerto la disponibilità dell'isola di Arcila per lo stazionamento temporaneo dei bombardieri strategici russi e che per tale possibilità non viene esclusa nemmeno Cuba.

Lo riferisce l'agenzia Interfax. Jikharev ha detto che una tale proposta venezuelana esiste e che «se ci sarà una decisione politica in tale senso è possibile». Il generale ha precisato di aver visitato lo scorso anno l'isola venezuelana di Arcila e che la pista potrebbe essere usata per decolli e atterraggi dopo alcuni lavori di ristrutturazione. Lo stesso generale non ha escluso che il territorio cubano potrebbe essere utilizzato per la «presenza temporanea dei bombardiere strategici» durante pattugliamenti aerei. Anche in questo caso è necessaria una decisione politica.

Qualcuno mi puo spiegare che si deve pattugliare Putin nei Caraibi? Cìè poi un altro notiziola dello stesso genere che è apparsa sulle riviste specializzate. Sembra che l'India abbia regaloto allo stato delle Mauritius, nell'oceano Indiano e paradiso dei vacanzieri, niente meno che una nave da guerra. I cinesi, invidiosi e preoccupati che gli indiani si ingrazino troppo lo statarello in posizione strategica per le rotte commerciali dall'oriente, sono corsi ai ripari offrendo un mega prestito di miliardi di dollari.

Il gioco del risiko è cominciato.
pubblicato da lucianoconsoli il 14/3/2009 alle 14:8
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tags: crisi guerra armamenti venezuela russia cina india mauritius

Lo sdegno e la speranza

 Sono giorni tristi, dolorosi, cruenti. Gli animi si accendono e le parole diventano pesanti come pietre. Ci accusiamo l'un l'altro di voler uccidere una povera ragazza che da 17 anni è ridotta ad un vegetale, i medici dovrebbero denunciare pazienti irregolari, cittadini possono organizzarsi in ronde e denunciare altri cittadini, lavoratori con contratto resisteranno meglio alla crisi con la cassa integrazione mentre altri non avranno di che mangiare. La solidarietà sembra essere uscita dal nostro dna, dei cristiani e dei non cristiani. Non so quando ne chi, ma sembra che sia scattato il " si salvi chi può". La mia è la prima generazione che nasce e vive per 50 anni senza dover soffrire le atrocità di una guerra. Mi sento un fortunato. Non fu cosi per i miei avi, per i miei nonni e per miei genitori. Non è stato così per molti miei coetanei che hanno avuto la sfortuna di nascere in Vietnam, in Sudan, in Palestina, in Cile e in tante altre regioni di questo martoriato pianeta. Dovrei sentirmi felice, mangio carne tutti i giorni se ne ho voglia, posso viaggiare, scrivere e dire quel che penso senza rischiare la galera, insomma godo di una libertà senza precedenti. Ma allora cos'è questo peso che mi opprime, questo senso di costrizione, di impotenza che mi pervade, questa smania di scappare? Non sono solo a nutrire questo stato d'animo: lo leggo nei commenti di tanti, negli occhi di molti miei coetani e dei nostri figli. Non è stato sempre così, abbiamo passato momenti anche piu brutti di questo ma non provavo quello che provo oggi. Perchè? Dipenderà dall'età? Ma allora perchè anche i ragazzi di 20 e 30 anni condividono con me queste sensazioni? L'unica risposta che trovo è nel crollo della speranza. Si, la speranza, quello stato di leggera follia che ci fa essere ottimisti anche sotto le bombe, che ci fa rischiare la vita per una causa giusta, che ci porta a guardare lontano, oltre le fiamme. quando tutto intorno la casa brucia. S. Agostino a questo proposito scriveva:

LA SPERANZA HA DUE BELLISSIMI FIGLI:
LO SDEGNO E IL CORAGGIO.
LO SDEGNO PER LE COSE VISTE
IL CORAGGIO PER CAMBIARLE

Senza la speranza lo sdegno non si trasforma in coraggio ma resta puro disagio, dolore, amarezza. Credo che sia proprio quello che sta accadendo a molti di noi. E' la speranza che trasforma lo sdegno in azione, in coraggio, in resistenza collettiva e ci salva dal dolore individuale. Dobbiamo assolutamente ritrovare la speranza.

pubblicato da lucianoconsoli il 8/2/2009 alle 7:29
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tags: crisi dolore coraggio speranza s agostino

Maria e Eluana

Dopo una giornata convulsa come questa ci sarebbero tante cose su cui riflettere, ma la cosa piu bella che ho incontrato è la testimonianza di Cristina, mia moglie da piu di 25 anni. Ho vissuto con lei una parte della storia che racconta, e Maria, sua madre, era per me una seconda mamma e la mia piu grande ammiratrice. Maria era una accanita lettrice e le prestavo molti mie libri. Lei li prendeva e la prima cosa che faceva era leggere il commento che scrivo sul frontespizio, una specie di recensione. Se le piaceva prendeva il libro ma se avevo scritto qualcosa di negativo mi chiedeva di cambiarlo con un altro. Una donna dolce e affettuosa, elegante, curiosa della vita, credente ma profondamente laica e moderna. Sicuramente Maria se fosse ancora tra noi oggi sarebbe stata dalla parte di Beppino Englaro ed ha fatto bene Cristina a dedicare a lui questi dolorosi ricordi.

Al padre di Eluana

" 4 mesi fa è morta mia madre. Aveva 87 anni e quindi, biologicamente, alla fine della sua vita. Nel 1996 un'ischemia cerebrale le aveva prima portato via la memoria breve, poi i ricordi, poi, giorno dopo giorno, anno dopo anno, un pezzettino del puzzle che componeva il suo cervello se ne andava via. Fino all'insorgere della malattia era stata una donna forte, orgogliosa, dolce, generosa, sempre fiera della propria riservatezza, gelosa del proprio pudore.
A giugno è stata colpita da una sepsi e da quel momento è cominciata la sua vera agonia. Gli antibiotici curavano un'infezione e subito ne insorgeva un'altra in un alternarsi di batteri sempre più resistenti che invadevano di tossine tutti i suoi organi, il più fragile dei quali, perchè già colpito in precedenza, era il cervello. Ha perduto così la sua autonomia, il controllo delle sue funzioni più intime, la capacità di alimentarsi da sola. Non era più in grado di camminare e, inchiodata nel suo letto, nonostante tutto l'amore di cui noi figlie eravamo capaci nel compiere queste operazioni, subiva ogni giorno, più volte al giorno, la violenza di essere lavata, massaggiata, imboccata da altri oltre chè torturata da aghi e tubi che entravano ed uscivano dal suo corpo per garantire la sua "vita". Ogni giorno era meno cosciente, anche se ogni tanto ci sembrava di vedere un barlume, un piccolo sorriso quando, forse, ci riconosceva anche se non sapeva chi fossimo. Non parlava più. Non mostrava di avere fame, nè sete e quando tre volte al giorno con un piccolo cucchiaio, perchè a malapena riusciva ad aprire la bocca, la nutrivamo con cibi liquidi iperproteici e cercavamo di farle bere più acqua possibile, la sequenza era questa: chiamarla con il suo nome (perchè ormai "mamma" era una parola che non riconosceva più) e poi dirle "apri la bocca, ingoia - Maria apri la bocca, ingoia - Maria apri la bocca, ingoia". Questo per un'ora, forse più, per tre volte al giorno e intanto la malattia andava avanti ed il suo corpo diventava sempre più piccolo, mentre quei tubi sembravano sempre più grandi, sempre più inutili strumenti di tortura. Era un pò sedata...e si, cari signori che sbandierate che la sedazione serva a non far sentire il "dolore" provocato dalla fame e dalla sete. La sedazione è necessaria ai malati neurologici, sia a quelli colpiti da trauma che a quelli colpiti da malattia, per impedire che abbiano attacchi epilettici, che gridino di disperazione perchè non sanno dove si trovano e chi hanno davanti, per impedirgli di farsi del male, quelli che avrebbero la forza per farlo. A questo serve la sedazione perchè anche coloro che non si trovano in uno stato vegetativo permanente, ma hanno il cervello comunque devastato sentono ogni tipo di dolore, tranne la fame e la sete. E infatti quando, inevitabilmente, dovevamo "manipolare" il suo corpo, lei in quei momenti, con quel poco di coscienza che le restava, solo, unicamente in quei momenti, ci faceva riudire la sua voce che implorava "Basta, basta, vi prego, perchè? perchè?": un sussurro più forte di un grido. Poi il suo vecchio cuore non ce l'ha fatta più e se n'è andata finalmente in pace.
E da allora ogni volta che penso ad Eluana, ai suoi genitori, a questi diciassette anni di strazio, ogni volta, troppe volte da non poterne più, che ascolto o leggo le parole degli ipocriti, degli ideologici senza coscienza nè conoscenza, degli invasati che invocano la volontà divina, degli scienziati in malafede, penso a quel grido che Eluana, se mai sentisse qualcosa e potesse usare per un solo attimo la sua voce, sussurrerebbe anche lei."
pubblicato da lucianoconsoli il 8/2/2009 alle 0:11
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tags: eluana accanimento terapeutico

Lettera aperta di un nonno alla nipote.



Cara Morgana,

da due mesi mi hai fatto involontariamente entrare nella categoria dei Nonni. La qualifica non mi turba più di tanto, anche se ancora non rispondo quando qualcuno mi chiama così. Del resto i nonni dovrebbero essere sinonimo di saggezza e quindi accetto la qualifica, ma la interpreterò a modo mio. Tu sei nata dopo nove mesi esatti dalla morte della tua bisnonna, mia madre. Non potrai conoscerla di persona, ma ti racconterò di lei. La tua nascita la vivo come un passaggio di testimone, un amore che muore un amore che nasce. Questa è l’essenza della vita e imparerai a capirlo a tue spese. E capirai anche che il dolore è una forma d’amore che non va repressa ne temuta. Amerai e soffrirai, e non dovrai aver paura ne de l’uno ne dell’altro. Sono sentimenti forti che riempiono la vita. Senza di loro saremmo dei vegetali, e molti lo sono anche se non lo sanno. Da parte mia posso solo darti buoni consigli perché non credo di essere stato un buon esempio. Avrei voluto lasciarti un mondo diverso, più giusto e più libero, e non un mondo dove la vita di un essere umano vale 50 centesimi e una vacca europea ne vale quattro volte tante. Ci abbiamo provato sai, in buona fede, in tanti, e continuiamo a provarci, ognuno a modo suo. Ma siamo stati anche ingannati. I buoni di allora non erano tanto buoni e i cattivi non erano tanto cattivi. E sai perché è successo questo? Perché ci siamo fidati di quello che ci dicevano e non volevamo porci dubbi, ascoltare gli argomenti degli altri, volevamo certezze, comode, avvolgenti, rassicuranti. E abbiamo fallito. Ma forse questo mio fallimento potrebbe diventare una vittoria se riuscirò a non farti commettere i miei stessi errori. Un giorno, quando sarai grande e leggerai queste righe, forse non le capirai, forse ti sembreranno folli, ma conservale e prova a rileggerle di tanto in tanto. Forse ti potranno essere utili i consigli di tuo nonno. Non temere il buio solo perché è ignoto agli occhi. Usa i tuoi sensi e la mente e scoprirai un altro mondo. Non temere la morte, è solo un momento della vita: devi temere piuttosto chi si rifiuta di vivere per paura di morire. Non temere il diverso; pensa che è solo questione di punti di vista e la normalità non esiste. Ma soprattutto non temere di vivere, senza se e senza ma. La vita è una immensa esplorazione, un lungo viaggio. Non ti fermare, non permettere all’abitudine, alle difficoltà e alle convenzioni di relegarti in un angolo. Nessuno deve mettere Morgana in un angolo. Diffida degli idoli e delle ideologie, non credere a singoli uomini, ma credi nelle idee e lotta per esse. Ascolta tutti, ma pensa con la tua testa. Non aver paura di non pensarla come gli altri. La solitudine è il prezzo dell’intelligenza. Non devi accontentarti delle facili risposte, sono le più pericolose. Loda il dubbio e allontana le certezze irremovibili. Con le certezze si sono giustificate le grandi tragedie. Aiuta chi è più sfortunato di te, e fallo senza aspettarti che ti dicano grazie. Quando qualcuno lo farà, avrai trovato un amico. E quando aiuti insegnagli a pescare, evita di regalare il pesce; è più lungo e difficile, ma il risultato più duraturo. Non giudicare gli altri per come appaiono ma cerca di scoprire come sono. Dai diamanti non nasce nulla dal letame nascono i fior. Il denaro è un arma a doppio taglio: fa vivere meglio ma ti rende schiavo, è una droga da cui pochi escono. Quando avrai denaro usalo bene, ma sii pronta a farne a meno. Pensa sempre alla qualità di ciò che fai e non alla quantità. Ci sono cose che non costano nulla ma che in pochi sanno vedere . Appartieni alla metà del cielo più bella: sei una donna e devi sempre esserne orgogliosa. Tu darai la vita, la sentirai crescere dentro di te, conoscerai il dolore per dare la vita e questa esperienza ti renderà invincibile. Io ti accompagnerò per quanto mi sarà possibile in questo viaggio che hai appena iniziato, ma sappi che non sarò il tuo schiavo. Difenderò con le unghie e con i denti i miei spazi, ma ci sarà sempre posto per te. Non ti lascerò toccare i miei libri, ma se vorrai te li leggerò e quando saprai farlo da sola ne parleremo. Se vorrai ascoltare ti racconterò tante storie, ti racconterò della tua bisnonna, e forse ti permetterò di vedere tuo nonno piangere. Benvenuta piccola mia e buon viaggio.

pubblicato da lucianoconsoli il 4/2/2009 alle 11:47
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tags: morgana

Obama autorizza i rapimenti della Cia?

La notizia è di quelle che lasciano perplessi: il nuovo Presidente Usa Barak Obama ha autorizzato il proseguimento delle «extraordinary rendition» ovvero la possibilità per gli agenti della Cia di rapire presunti terroristi fuori dal territorio degli Stati Uniti. Come giustamente riporta l'articolo, potrei anche capirlo se poi questi "presunti" terroristi fossero portati negli Stati Uniti per un regolare processo come avveniva nell'era Reagan. E anche in questa ipotesi potrei sollevare obiezioni di leicità sulla violazione di sovranità degli Stati. Ma purtroppo in molti casi la Cia ha rapito, interrogato, e dei rapiti non si è piu saputo niente. Spero che nei prossimi giorni Obama chiarisca questi aspetti. Ho invece il sospetto che dopo gli eclatanti inizi adesso Obama cominci a fare i conti con la realtà e con i condizionamenti interni delle lobby (come quella dell'acciaio alla quale ha regalato il buy american) e dei centri di potere, come l'esercito e i servizi segreti.
pubblicato da lucianoconsoli il 3/2/2009 alle 16:27
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