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giù le mani da Real de Catorce

Riporto di seguito la denuncia di Pino Cacucci sull'ennesimo scempio che si sta perpetrando alla cultura, alla natura e alle tradizioni di un luogo magico come Real de Catorce in Messico. Se volete potete firmare le petizioni in fondo. Ancora è possibile fermare lo scempio.

http://www.feltrinellieditore.it/BlogAutore?id_autore=155756&blog_id=14




 
Wirikuta: multinazionale ottiene concessione per devastare la zona di Real de Cator
 


Wirikuta minacciata da devastanti miniere 


Che cos’è?
Wirikuta (o Hiricuta) è il nome in Wixarika (la lingua parlata dal gruppo indigeno Huichol) della regione circostante lo storico paese di Real de Catorce, situato nel nord dello stato messicano di San Luis Potosí. Si tratta di una regione di particolare rilevanza planetaria per l’insieme del suo patrimonio culturale e naturale.

Che cosa sta succedendo?
Il Ministero dell’Economia ha fornito 22 concessioni minerarie – alcune delle quali risalenti a oltre un secolo fa e altre ad anni più recenti – per l’estrazione dell’argento in Wirikuta, il luogo sacro del Popolo Wixárika. Questo non è stato minimamente consultato, contravvenendo così alla legislazione vigente in Messico.
Più del 60% delle concessioni assegnate si trovano nel territorio della Riserva naturale e culturale di Wirikuta, protetta in quanto classificata come zona di sfruttamento sostenibile dell’agricoltura, di recupero, di sfruttamento speciale e di uso tradizionale. La parte prevista per l’attività mineraria ha tali restrizioni che renderebbe impossibile un’operazione del tipo di quella prevista dalla First Majestic.
Dal 1999, inoltre, Wirikuta è stata dichiarata dall’UNESCO uno dei 14 siti naturali sacri del mondo che devono essere protetti.
Questa situazione, assieme ad alcune politiche pubbliche applicate in diversi stati del paese, hanno prodotto una serie di violazioni dei diritti umani fondamentali del popolo Wixárika, accompagnate dalla distruzione di alcuni siti sacri.
Parlare di Wirikuta, significa riferirsi a un territorio vivo in cui, lungo un’antichissima rotta tradizionale, il popolo Wixárika ricrea il cammino degli antenati affinché continuino ad ardere le candele della vita. Lungo questo percorso ci sono fonti sacre e luoghi in cui vivono e parlano gli antenati, lo stesso cammino e ogni passo sono sacri. [Si tratta del tragitto attraverso il deserto che conduce, in sacro pellegrinaggio da compiere preferibilmente a piedi, gli indigeni Huicholes dallo stato di Nayarit, dove vivono, fino al Cerro Quemado, la loro montagna sacra posta nella Sierra de Catorce, a 4/500 chilometri di distanza].

Il contesto
Il deserto Chihuahuense, eco-regione in cui è situata, è una delle tre aree semidesertiche biologicamente più ricche del pianeta. Wirikuta ospita una notevole biodiversità di flora e di fauna, e si distingue per le cactacee, i rettili e gli uccelli; in particolare, qui vivono esemplari di Aquila Reale, simbolo vivente del Messico, specie che è in cima alla lista del programma nazionale di conservazione di specie prioritarie.
A Real de Catorce e dintorni, inoltre, vi è il maggior numero di siti con valore storico patrimoniale dello stato di San Luis Potosí: costruzioni, fattorie, lastricati e acquedotti. Vi si trovano importanti vestigia paleontologiche e archeologiche, tra le quali la più antica orma umana scoperta in Messico, risalente a circa 31.000 anni fa.

Petizione. Che cosa vogliamo come Frente?
1) Che venga rivista l’attività mineraria nella zona di Wirikuta, data la sua importanza eco-culturale, e in maniera particolare, le concessioni acquisite dall’impresa First Majestic Silver Corporation.

2) Che la SEMARNAT- CONANP (Ministero dell’Ambiente e delle Risorse Naturali – Commissione Nazionale delle Aree Naturali Protette), conceda alla Riserva Statale la categoria di Area Naturale Protetta Federale (c’è un decreto di Area Naturale protetta del Governo di San Luis Potosí).

3) Che l’INAH (Istituto Nazionale di Antropologia e Storia) dichiari la zona nord della Sierra de Catorce come Paesaggio Culturale.

4) Accelerare i lavori che l’associazione Conservación Humana AC, in coordinamento con la Direzione del Patrimonio Mondiale dell’INAH, stanno portando avanti per ottenere la nomina del Cammino a Wirikuta nella Convenzione del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO.

5) Produrre campagne di informazione e per la presa di coscienza sia livello mondiale, che a livello locale nella Sierra di Catorce e tra le comunità Wixaritari.

6) Creare progetti di sviluppo sostenibili e alternativi alla miniera tossica nella Sierra di Catorce e in Wirikuta.


Come puoi aiutare:

Firmare lettere alle autorità nei seguenti siti:

http://www.salvalaselva.org/mailalert/650/plata-para-el-mercado-global-destruccion-para-los-huicholes-en-mexico
e
http://salvemoswirikuta.blogspot.com/2010/12/cultural-survival-frenan-la-mina-y.html 

Firmare la petizione
http://www.thepetitionsite.com/2/proclamation-in-defense-of-wirikuta/


Mantenersi in contatto con la posta elettronica

Ulteriori informazioni:
Español
http:// frenteendefensadewirikuta.org
http://venadomestizo.blogspot.com
http://salvemoswirikuta.blogspot.com

Ingles
wixarika.mediapark.net/en/index.html
theesperanzaproject.org/tag/wixarika/
 
pubblicato da lucianoconsoli il 6/5/2011 alle 15:1
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tags: Real de Catorce Messico Pino Cacucci

In Cile non dimenticano



Nel giorno della beatificazione di Karol Wojtila sembra che qualcuno in Cile non dimentichi questa immagine del 1987. Papa Luciani nel suo breve pontificato ebbe a dire che quando sarebbero arrivati in paradiso ci avrebbero trovato, oltre ai Santi, molte persone semplici e sconosciute. Se è vero, ma non ci credo, Wojtila in Paradiso non incontrerà Pinochet ma le sue vittime. E forse dovrà dare qualche spiegazione. 




pubblicato da lucianoconsoli il 1/5/2011 alle 7:33
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tags: Cile Wojtila Pinochet

La libertà di stampa in Venezuela


 Il caudillo democratico Hugo Chavez, dopo aver chiuso una emittente tv nazionale e ben 34 radio adesso ha lanciato l'attacco contro Globovision nel suo ultimo proclama televisivo "Alò Presidente". Il consiglio nazionale dei giornalisti venezuelani ha lanciato un appello per la libertà di stampa che riporto di seguito. Ovviamente nessun collega italiano ha dato la notizia.




Colegio Nacional de Periodistas

La Junta Directiva Nacional del Colegio Nacional de Periodistas
CONSIDERANDO las declaraciones del presidente de la República, Hugo Chávez Frías, el día 21 de noviembre durante su programa «Aló, Presidente» haciendo un llamado a los poderes del Estado, entre ellos al Judicial y a la Fiscalía General de la República, órganos independientes según la Constitución vigente, para que tomen «acciones» contra el canal de noticias Globovisión, en virtud de ser  propiedad de en virtud de ser  propiedad del señor Guillermo Zuloaga, quien tiene pendiente en Venezuela un proceso judicial en su contra; y  a quien el primer mandatario calificó de «criminal» y acusó de «traición a la Patria» en el citado programa;
CONSIDERANDO que Globovisión como empresa de comunicación se ha mantenido dentro del marco legal establecido y que su línea editorial no representa delito en una sociedad democrática, tal como lo es Venezuela, según la Constitución vigente, aprobada en referendo en 1999 y ratificada en 2007;
CONSIDERANDO que las sanciones legales contra un ciudadano y sus propiedades deben ser producto de un juicio justo, donde el acusado tenga derecho a la defensa, y no de decisiones tomadas o sugeridas por un elemento ajeno al Poder Judicial, como lo es el Presidente de la República,
CONSIDERANDO que este llamado se produce en un ambiente de hostigamiento, censura, discriminación, y ahogo económico por parte del gobierno nacional y de algunos de los regionales, sobre todo aquellos aliados del gobierno, hacia los medios de comunicación independientes y sus periodistas;
CONSIDERANDO que desde los más altos cargos del gobierno nacional se ha esbozado y defendido una «hegemonía comunicacional» como política de Estado, idea que debilita la democracia, que se basa en la diversidad de opiniones, por lo que lejos de cerrar, someter y amedrentar a medios y periodistas, un gobierno que se denomina democrático debe ante todo propiciar la discusión, la tolerancia y el respeto a las ideas;
CONSIDERANDO que el presidente Chávez tiene el precedente de haber decretado el cierre de RCTV anunciando su decisión de no renovarle la concesión del espacio radioeléctrico, y que para ello utilizó las pantallas de la red televisiva nacional para su anuncio;
CONSIDERANDO que tras el cierre de RCTV y de 34 emisoras de radio independientes el espectro informativo venezolano se ha oscurecido en cuanto a la diversidad de voces, lo que ha mermado la variedad de la opinión y ha disminuido la libertad de expresión, al generar sintonía de algunos medios con la línea editorial oficial o la autocensura, así como también, ha habido una marcada contracción del mercado laboral de los periodistas;
RESUELVE RECHAZAR las amenazas abiertas del presidente de la República, Hugo Chávez Frías, en contra de Globovisión y les EXIGE a las autoridades apegarse indiscutiblemente a los lineamientos establecidos por la Constitución de la República Bolivariana de Venezuela y a su sistema legal, donde se establece el principio fundamental de la separación de los poderes públicos (Artículo 136). Asimismo, el Colegio Nacional de Periodistas SE DECLARA EN ALERTA y le ADVIERTE al pueblo de Venezuela que de concretarse cualquier «acción» que vulnere el derecho a la disidencia, al pensamiento crítico, a la libre circulación de ideas, al acceso a la información pública o a la manifestación, se estaría acabando con el sistema de libertades, entre ella la de expresión, en los que se fundamenta la democracia.
Junta Directiva Nacional del CNP

Caracas, 23 de noviembre de 2010

pubblicato da lucianoconsoli il 1/12/2010 alle 11:19
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tags: venezuela Hugo Chavez libertà di stampa

Los derechos humanos en Mexico

Da alcuni mesi in due dei 32 stati che compongono il Mexico è in vigore una legge che riconosce pari dignità per le coppie gay. Ieri è stata approvata definitivamente una legge che riconosce anche queste coppie il "seguro social" ovvero assistenza sanitaria e sociale.
Perchè non copiamo i sudamericani in queste cose invece di cercare di imitarli nella loro tradizione di "caudillo democratico" come sta tentando il nostro Presidente del Consiglio?

pubblicato da lucianoconsoli il 10/11/2010 alle 16:25
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tags: messico diritti umani gay

Cuba: rimossi due ministri per "errori e deficienze"

Fratelli coltelli: la guerra per il potere continua tra Raul e Fidel.



 L'AVANA, 4 MAG - Il vicepresidente del Consiglio dei
ministri cubano e ministro dei Trasporti Jorge Luis Sierra e il
ministro dello Zucchero Luis Manuel Avila sono stati oggi
rimossi dai loro incarichi per "errori" e "deficienze". Lo
ha annunciato un comunicato ufficiale letto in tv.
   Sierra, 48 anni, membro del Buro politico del Partito 
comunista cubano (Pcc) e deputato parlamentare, è stato 
destituito per "errori commessi" durante il suo mandato.
   La sua destituzione avviene due mesi dopo quella di Rogelio 
Acevedo, persona vicina all'ex presidente Fidel Castro, come 
presidente dell'Istituto dell'aeronautica civile. Senza
spiegazione ufficiale, secondo alcune voci il motivo della
rimozione di Acevedo sarebbe stato l'uso di aerei statali per
affari privati e appropriazione indebita di soldi.
   Avila, 58 anni, "ha  chiesto la sua rimozione dopo aver
riconosciuto deficienze nel suo lavoro che gli sono state
segnalate", secondo il comunicato. Fonti economiche hanno
informato il mese scorso della prossima chiusura del ministero
dello Zucchero e la sua  sostituzione per una corporazione
statale nella più vasta riorganizzazione del settore che
avrebbe permesso l'entrata di investitori stranieri. 
   A Sierra e Avila "saranno assegnati altri compiti".
   Al posto di Sierra è stato nominato come vicepresidente del
Consiglio Antonio Enrique Lusson, nato nel 1930, che lottò
nella guerriglia sotto il comando di Raul Castro prima del
trionfo della Rivoluzione, e ministro dei trasporti negli anni
70, rimosso poi da Fidel Castro.
   Il nuovo ministro dei Trasporti è Cesar Ignacio Arocha, 51
anni, dirigente del settore, e come ministro dello Zucchero è
stato nominato Orlando Celso Garcia, 53 anni, attuale vice
ministro. (ANSA).

pubblicato da lucianoconsoli il 4/5/2010 alle 10:30
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tags: cuba raul castro fidel castro

A Carlos.



Il male è stato fulminante, un tumore al fegato, ma con sofferenze inaudite. Domenica 28 febbraio Carlos Montemayor se n'è andato. Ci lascia le sue poesie, i suoi libri, il ricordo di uomo meraviglioso. E una lunghissima intervista inedita che gli feci nel 2008. 

Ciao Carlos, amigo mexicano, e grazie.





per chi volesse saperne di più: http://www.yabasta.it/spip.php?article1203
pubblicato da lucianoconsoli il 2/3/2010 alle 10:19
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tags: messico carlos montemayor

In ricordo di Ellacuria



A vent'anni esatti dall'assassinio di padre Ignacio Ellacuria, di altri cinque suoi confratelli e di due donne, il Presidente de El Salvador Mauricio Funes, eletto con la coalizione del Fronte Farabundo Martì ricorda i martiri con la massima onorificienza nazionale. Noi lo ricordiamo con Emanuele Maspoli e un suo recente libro.
pubblicato da lucianoconsoli il 18/11/2009 alle 5:45
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La IV Conferenza Italia - America Latina

pubblicato da lucianoconsoli il 17/11/2009 alle 15:29
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La cooperazione Italia Brasile

pubblicato da lucianoconsoli il 11/11/2009 alle 15:19
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un canto di libertà



Per chi si trovasse a passare per il centro di Roma domani, giovedi 12 novembre, consiglio una sosta alle 18 nello splendido palazzo Santacroce di Piazza Benedetto Cairoli dove ha sede l'Istituto Italo-Latino Americano, al numero 3. Il programma prevede una originalissima rievocazione dell'opera e della figura della poetessa cilena Teresa Wilms Montt, con pianoforte, voce recitante, musiche originali e testi di Stefano Beccastrini. Teresa Wilms Montt (1893-1921) è totalmente sconosciuta in Italia, anche se in Cile è considerata una delle grandi scrittrici del Novecento. Morta suicida a Parigi, ad appena 28 anni, con una dose letale di laudano, Teresa Wilms Montt o Teresa de la Cruz come a volte si firmava (forse in omaggio ad un'altra grande donna, la messicana Suor Inés de la Cruz) ha vissuto intensamente i suoi pochi anni. Bella come un attrice di film muto, colta e curiosa leggeva e scriveva in inglese e francese oltre che ovviamente nella sua lingua madre, amava l'opera e odiava le convenzioni. Ribelle, femminista, anarchica, volontaria della Croce Rossa nella Prima Guerra Mondiale, picchiata in casa trova consolazione in un epistolario con il cugino del marito che la scopre e la fa rinchiudere in convento. Le tolgono le due piccole bambine che rivedrà a Parigi di nascosto prima di togliersi la vita per la disperazione. Fugge dal Convento e dal Cile, gira il mondo, Argentina, Stati Uniti, Spagna, Francia, scrive poesie e un Diario che si può leggere solo in spagnolo non essendo stato tradotto. Se passate per Parigi, andate al Cimitero Père.Lachaise. Troverete la sua tomba colma di rose tra i caduti della Comune di Parigi e quella di Oscar Wilde. 

 


“Nada tengo, nada dejo, nada pido. Desnuda como nací me voy, tan ignorante de lo que en el mundo había. Sufrí y es el único bagaje que admite la barca que lleva al olvido” 
Teresa Wilms Montt.



pubblicato da lucianoconsoli il 11/11/2009 alle 9:48
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tags: cile teresa wilms montt
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