.
Annunci online

lucianoconsoli

lucianoconsoli

La ricreazione è finita

La penso esattamente così e visto che c'è chi l'ha scritto, certamente meglio di quanto avrei fatto io, non mi resta che riportarlo integralmente. E fidatevi, di regimi sudamericani un po me ne intendo, vivendoci diversi mesi all'anno.


"Gianfranco Fini ha chiesto le dimissioni di Silvio Berlusconi e l’apertura formale di una crisi di governo, minacciando in caso contrario il ritiro di ministri, viceministri e sottosegretari di Futuro e Libertà. Da vari esponenti dell’opposizione, tuttavia, sono venute reazioni critiche, espresse per lo più con tono di sufficienza, come a dire: beh, tutto qui? Non si capisce che altro avrebbe dovuto dire Fini, per farli contenti. Più che chiedere le dimissioni del presidente del Consiglio, che doveva fare, sparargli? 
Comunque si giudichino il percorso, la strategia e le ultime mosse del presidente della Camera, minimizzare l’accaduto non sembra proprio la scelta più saggia, da parte dell’opposizione, al di là delle ragionevoli cautele (da parte del Pd), delle comprensibili ambiguità (da parte di Fini) e di tutti gli elementi di tatticismo (da parte di tutti) che sono ovviamente più che leciti in una simile partita. Una partita che è ormai per la vita o per la morte. E non soltanto dal punto di vista dei singoli protagonisti, che difficilmente usciranno indenni da un’eventuale sconfitta, si tratti di Silvio Berlusconi, di Pier Luigi Bersani o dello stesso Fini. E’ il futuro del nostro sistema politico che è in gioco. Bersani l’ha detto più volte, ma spesso ha dato anche l’impressione di essersene dimenticato, o magari di non poterne trarre tutte le conseguenze, finendo così per oscillare tra posizioni opposte.
La verità è che si tratta, adesso sì, di “salvare l’Italia”. Di salvarla anche solo dalla più remota possibilità che grazie alla divisione degli avversari, e grazie a una legge elettorale scandalosa, Berlusconi si ripresenti e rivinca con un Pdl epurato di ogni dissidente e con la Lega come unico alleato. E così, anche solo con un terzo dei voti degli italiani, grazie al premio di maggioranza, ottenga la possibilità di eleggersi presidente della Repubblica, e soprattutto di manomettere i pochi elementi di equilibrio, le poche istituzioni di garanzia e i pochissimi contropoteri rimasti. 
Questa è la posta in gioco, che Bersani ha più volte indicato come la minaccia della definitiva torsione populista e plebiscitaria del berlusconismo. Ma se così è, non si può più scherzare. Non è più tempo di piccoli calcoli di bottega, come quelli dei tanti esponenti dell’opposizione impegnati ogni giorno nel fare le pulci a Fini, alle sue contraddizioni, ai suoi passi falsi. Come i dipietristi e come i tanti giovani e meno giovani aspiranti leader del Pd e del centrosinistra, evidentemente più attenti alle sorti del proprio partito, della propria corrente o della propria futura candidatura, che alle sorti del governo e del paese. C‘è da invidiarli, se non altro per la serenità.
Inutile inseguirli. Su quella strada, per quanto Bersani vi si possa inoltrare, non sarà mai abbastanza. C‘è poco da fare: dinanzi alle contumelie lanciate da Matteo Renzi all’indirizzo del presidente della Camera, direttamente dalla sua convention fiorentina, impallidiscono perfino i giudizi di Gaetano Quagliariello. Come se non bastassero già Feltri e Belpietro.
Adesso, però, la ricreazione è finita. E bisogna essere chiari: la minaccia del “cappotto berlusconiano” è la principale minaccia allo stesso ordine costituzionale del paese, e impone pertanto alle opposizioni di tentare ogni strada, ogni mossa e ogni accordo possibile per cambiare innanzi tutto l’attuale legge elettorale. Ma non dipende certo dall’impossibilità, per gli elettori, di scegliersi i propri parlamentari. Questa è senza dubbio un’aggravante, ma non cambia la sostanza del problema, che dipende dal premio di maggioranza. E che non cambierebbe granché nemmeno con il ritorno al tanto decantato Mattarellum.
Non è più tempo di pierini e di professori innamorati delle proprie teorie. Qualsiasi legge elettorale costringa gli avversari di Berlusconi alla scelta tra presentarsi divisi e un’alleanza innaturale come quella che andasse da Nichi Vendola a Gianfranco Fini (o anche solo, e peggio, da Bersani a Fini) fa semplicemente il gioco di Berlusconi, rende più probabile la sua vittoria e cioè lo scenario di un “cappotto istituzionale” che non può lasciare tranquilla nessuna persona responsabile. Nemmeno a destra. E infatti, a destra, qualcosa si è mosso. Tutto si può dire, ma non che Fini non abbia fatto la sua parte: i suoi uomini si muovono ormai attorno a Berlusconi come il transition team di un nuovo governo. E’ la sinistra, invece, che non sta facendo fino in fondo la sua parte. 
E’ venuto il momento di affrontare il problema, innanzi tutto nel Pd, isolando i mullah del maggioritario e i kamikaze del bipolarismo a tutti i costi, con la loro frenesia per il “modello americano”, la “governabilità” e la “democrazia decidente”, che rischiano di portarci dritti dritti al modello sudamericano di Berlusconi. Un presidenzialismo di fatto che è già oggi un mostro giuridico e politico, per responsabilità larghe e condivise, e che nessuno può ancora illudersi di addomesticare.

“tratto da www.leftwing.it
pubblicato da lucianoconsoli il 9/11/2010 alle 4:41
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: democrazia berlusconi fini governo pd bersani libertà

Italia come Venezuela?

Migliaia di persone in piazza oggi a Caracas per sostenere Globovision, la tv messa sotto inchiesta dal governo del presidente Hugo Chavez. I manifestanti hanno sfilato per le vie della capitale venezuelana al grido di 'giornalismo e' liberta'. Chavez ha duramente attaccato l'emittente minacciandone anche la chiusura. Golobovision e' l'unica tv del Venezuela contraria a Chavez che puo' ancora trasmettere in chiaro. Dall'altra parte della citta' migliaia di persone hanno invece manifestato in favore di Chavez sostenendo che si deve chiudere la bocca ai giornalisti contrari al regime. Non vi ricorda niente del nostro Belpaese?
pubblicato da lucianoconsoli il 28/6/2009 alle 3:4
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: Chavez Berlusconi Italia Venezuela libertà di stampa

L'utilizzatore finale

In tutto questo tempo, e sono mesi oramai, non ho mai voluto scrivere ed occuparmi delle vicende del Presidente del Consiglio. Dopo le rivelazioni di ieri dell'ennesima signorina, sembra supportate da foto e registrazioni audio, l'impareggiabile avvocato deputato Ghedini ha dichiarato che qualora fossero anche vere, Berlusconi sarebbe comunque "l'utilizzatore finale" dei servizi offerti dalle bellone. Ma pensate che sia normale che a rappresentare il mio Paese e a governarlo sia un "utilizzatore finale"? Ieri sera ho ricevuto telefonate da amici sparsi per i quattro continenti che si burlavano di me e del mio Paese. All'inizio l'ho presa ridendo, poi mi sono offeso, alla fine mi sono ritrovato a difendere questa Povera Italia, offesa e vilipesa per le imprese di quel vecchio "utilizzatore finale" che la maggioranza dei miei concittadini ha eletto. Credo che milioni come me soffrano questo dualismo e questa umiliazione. Non chiediamoci poi perché tanti italiani cercano aria nuova in altre parti del mondo. Se addirittura Giuliano Ferrara questa mattina su Il Foglio invita Berlusconi a smetterla, il vecchio "utilizzatore finale" si dovrebbe proprio preoccupare e liberarci della sua presenza imbarazzante prima che sia troppo tardi. 
pubblicato da lucianoconsoli il 18/6/2009 alle 9:24
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: berlusconi ghedini giuliano ferrara

L'editoriale de El Pais di oggi

 EL PAIS mostra oggi in prima pagina le fotografie scattate da Antonello Zappadu a Villa Certosa nel maggio 2008 I volti dei protagonisti delle immagini sono stati oscurati dall'autore tranne quello del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi. La settimana scorsa Il Cavaliere ha denunciato Zappadu per violazione della privacy e tentativo di truffa. Le fotografie rendono l'idea dell'ambente della residenza sarda del premier italiano indagato per l'uso di voli di stato con fini privati, in particolare per il trasferimento dei suoi invitati alle feste a Villa Certosa.

Il fotografo sostiene che "ogni weekened" voli di stato sotto la guida della Aeronautica Italiana sono arrivati in Sardegna con artisti, veline ed altri amici di Berlusconi. Nell'agosto 2008 il premier italiano ha cambiato legge per consentire ai suoi invitati privati d'utilizzare i voli di stato. Le fotografie dimostrano che quattro mesi prima di questo cambiamento legale, Berlusconi aveva già viaggiato con il suo amico Mario Apicella e una ballerina di flamenco.

Il 4 giugno 2008 cinque mezzi di trasporto aereo privati, proprietà del Presidente del Consiglio, sono stati nominati come voli di stato. Gli elicotteri ed aerei appartenevano alle società Alba e Fininvest.

EDITORIAL

Berlusconi al desnudo

Las imágenes no desvelan la privacidad del primer ministro, sino su deriva autoritaria 

Que no se equivoque Silvio Berlusconi: es la prensa democrática la que respeta su intimidad y él quien no deja de ponerla en entredicho. Porque la publicación de las fotografías de sus fiestas privadas no obedece a ningún intento de enjuiciar su moral como ciudadano, sino al propósito de demostrar que él, como primer ministro, está intentando convertir el espacio de la política democrática en una simple prolongación de sus relaciones de amistad y de sus entretenimientos.

Eso es exactamente lo que, según sus propias declaraciones, ha hecho al elaborar las sucesivas listas electorales de su partido e, incluso, a la hora de asignar responsabilidades de Gobierno. Y otro tanto cabe decir del uso de las facilidades que el Estado pone a disposición del primer ministro para cumplir con sus responsabilidades institucionales. Transportar invitados a fiestas privadas no es tarea de los aviones oficiales, poco importa a estos efectos que se trate de bailarinas o presentadoras de televisión. Y el hecho de que el primer ministro hiciera aprobar en 2008 una ley que abría los vuelos de Estado a cualquier acompañante no le ofrece una cobertura jurídica, sino que evidencia un flagrante abuso de poder.

La prensa italiana ha denunciado el escándalo, y la respuesta del primer ministro no ha consistido únicamente en negar o en trivializar los hechos, presentándose como un paternal protector de muchachas en las que asegura apreciar especiales talentos artísticos o políticos. Recurriendo a la confusión entre los intereses públicos y privados, Berlusconi ha intentado, además, desacreditar a ciudadanos que, como su propia mujer, estaban en condiciones de corroborar las denuncias. Ese género de presiones son la prueba de que, bajo Berlusconi, la libertad de expresión se encuentra amenazada. La fiscalía italiana ha secuestrado, por otra parte, la totalidad del archivo del fotógrafo que captó las imágenes.

Con este escándalo Berlusconi queda al desnudo, pero no como ciudadano, sino como político. Si hasta ahora sus salidas de tono se habían tomado a broma, hoy existen nuevas y poderosas razones para advertir que lo que el primer ministro está poniendo en juego es el futuro de Italia como Estado de derecho. Y una Italia que se deslice por la pendiente a la que la está arrastrando Berlusconi no es sólo un motivo de preocupación para los italianos, sino para todos los europeos.


pubblicato da lucianoconsoli il 5/6/2009 alle 6:36
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: berlusconi El Pais

Il complotto della perfida Albione



"Quella sera in Sardegna Tony mi ha detto 'qualsiasi cosa succeda non far sì che mi facciano delle foto vicino a Silvio con la bandana. Stai tu in mezzo, perchè sennò la stampa britannica ci uccide'". Lo ha raccontato Cherie Blair, moglie dell'ex premier ricordando la famosa passeggiata a Porto Rotondo - era l'agosto del 2004 - con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in bandana. La rivelazione è venuta nel corso dell'intervista rilasciata oggi dalla ex first lady britannica a Fabio Fazio, nella registrazione della puntata odierna di Che tempo che fa.

Tutti comunisti questi inglesi. Aveva ragione LUI sulla pefida Albione.
pubblicato da lucianoconsoli il 23/5/2009 alle 21:3
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (1)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: berlusconi tony blair bandana

Quei comunisti del Guardian

Oggi Il Guardian, quotidiano londinese, ha pubblicato questo breve editoriale non firmato, quindi espressione della linea del quotidiano:

L'editoriale è intitolato semplicemente "In praise of La Repubblica" (A elogio de la Repubblica). Ecco il testo. "Nonostante rumori minacciosi da parte di Silvio Berlusconi, il principale quotidiano italiano di centro-sinistra si è rifiutato di smettere di chiedere risposte alle 10 domande poste al premier circa la sua relazione con una adolescente napoletana, Noemi Letizia. Nessun altro leader democratico avrebbe potuto ignorare i quesiti su questa amicizia nel modo in cui lo ha fatto Berlusconi. La sua spiegazione di come ha conosciuto la famiglia Letizia non regge. Egli non ha spiegato l'affermazione della sua giovane amica sul fatto che il premier le avrebbe aperto la strada in politica o nello show business. Né ci sono state spiegazioni sulle nuove rivelazioni secondo cui la 18enne signorina Letizia è proprietaria di quattro case. Questa è molto più che curiosità della stampa. Sua moglie ha detto che non può più stare con un uomo che "frequenta minorenni" e che egli "non sta bene". Repubblica ha fatto notare che le dichiarazioni della signorina Letizia sui regali di compleanno ricevuti dall'uomo che lei chiama 'papi' lasciano intendere che erano amici da quando lei aveva 15 anni. La stampa rimane una delle poche forze critiche in una società in cui quasi tutti i canali televisivi rispondono a Mr. Berlusconi. Finora, il suo solo gesto per dare spiegazioni è stato di apparire in un talk show il cui ossequioso presentatore gli ha lasciato pronunciare un monologo autogiustificativo. Ma quando un giornalista di Repubblica ha provato a fargli una domanda questa settimana, Mr. Berlusconi ha perso le staffe. "Che diritto ha di fare domande?", ha gridato. La risposta, in una società democratica, deve essere: "Tutti i diritti del mondo". Repubblica sta combattendo una battaglia solitaria e merita sostegno".

La sinistra comunista ha conquistato il controllo anche del Guardian e del Times. Per fortuna che Berlusconi c'è.
pubblicato da lucianoconsoli il 23/5/2009 alle 20:14
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (1)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: berlusconi the guardian la Repubblica

Filo da torcere

Dalle immagini trasmesse da Red tv e dagli interventi che ho ascoltato su radio radicale del congresso di scioglimento di Alleanza Nazionale mi sono fatto una idea: il nuovo Partito del Popolo delle Libertà non avrà molto a che vedere con Forza Italia, con il partito padronale di Berlusconi. Alleanza Nazionale ha una storia, discutibile quanto si vuole, ma radicata nel profondo della società, con proprie strutture, sezioni, organi dirigenti, abituati a discutere, litigare e dividersi. Insomma un partito vero. I luogotenenti di Gianfranco Fini si possono anche vendere, come ha fatto Gasparri, per una pagnotta e un ministero, ma la gente che ho visto oggi è abituata a discutere e decidere e darà del fino da torcere ai giovani rampanti e alle signorine bene di Forza Italia. E darà credo anche dei dispiaceri al vecchio leader che si sente Dio. Un pò mi dispiace che Alleanza nazionale converge nel nuovo partito. Poteva rappresentare un partito conservatore serio e popolare con cui sarebbe stato piacevole incrociare le sciabole della dialettica e della battaglia politica. Peccato. Dovremo vedercela con i ripetitori del leader e questo non aiuta la democrazia italiana.
pubblicato da lucianoconsoli il 21/3/2009 alle 19:22
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: alleanza nazionale popolo delle libertà berlusconi fini gasparri destra

Monopoli o Risiko?

Consiglio la lettura di  Francesco Giavazzi sul Cor Sera di oggi. E ne riporto solo il finale:

"Gli europei possono permettersi di giocare a Monopoli con il futuro del capitalismo — e guardare altrove indispettiti quando i nostri vicini dell'Europa centrale chiedono di essere aiutati ad evitare il collasso economico e politico — perché tanto a salvare Polonia, Ucraina e Lettonia ci pensa il Fondo monetario internazionale. E quale è l'unico Paese che sinora ha dato al Fondo le risorse per farlo? Il Giappone, che non è esattamente confinante con l'Ucraina."

Ieri avevo parlato di Risiko, adesso Giavazzi parla di Monopoli, sempre giochi da tavolo! E la casa brucia, pensa che se ne accorge pure la Signora Marcegaglia.
pubblicato da lucianoconsoli il 15/3/2009 alle 10:58
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: crisi banche berlusconi tremonti marcegaglia giavazzi G20 Giappone europa

E la casa brucia

 il presidente dell’Abi Faissola dichiara : “Gli istituti bancari italiani hanno dimostrato in questa crisi di essere i migliori del mondo”. (come chiedere all'oste se il vino è buono, visto che è il presidente dell'assocazione degli Istituti bancari che lo hanno eletto).

Berlusconi dice che il nostro sistema bancario è il piu solido di tutta Europa ( quindi ci sarebbe da fidarci ) ma il suo Ministro Tremonti propone addirittura che a vigilare sulle banche ci pensino i Prefetti ( che notoriamente sono esperti di finanza ).

Parole in libera uscita, mentre la casa brucia. Ma lo spunto è utile per riflettere su un aspetto molto piu terra terra. Poniamo che io sia il massimo responsabile di una impresa, che so, di scarpe o mattonelle per il bagno. Mi pagano bene perchè ho portato buoni risultati e tutti sono felici. Poi succede qualcosa nel mercato e comincio a perdere quote di mercato, non ho sufficienti soldi per pagare i fornitori, insomma in poco meno di sei mesi mi rimangio tutti i risultati ottenuti e faccio perdere alla società anche il 50% del valore delle azioni. Voi che fareste? Mi caccereste a calci e mi sostituireste con qualcun'altro, è evidente. Ma se durante la mia direzione della società avessi fatto tanti favori a qualcuno degli azionisti ( piastrelle in tutte le loro residenze e sarpe per tutta la famiglia allargata), voi pensate che sarebbe facile cacciarmi? E allora si comincierebbe a sostenere che la colpa di quello che sta succedendo non è la mia, ci sono fattori esterni, la crisi, la recessione, anche gli altri stanno nelle stesse condizioni. Insomma mal comune mezzo gaudio, e io mi continuo a beccare il mio stipendio e il mio incarico.

Ecco, questo è esattamente quello che sta succedendo alle nostre banche. Giustamente Fausto Panunzi scrive : Quando il governo britannico ha salvato Royal Bank of Scotland, il vecchio management è stato accompagnato alla porta. Da noi, malgrado nell’ultimo mese il prezzo delle azioni Unicredit sia sceso del 46% e quello di Intesa Sanpaolo del 43%, è quasi impossibile leggere un articolo che critichi l’operato di Profumo e Passera.

Evidentemente di favori i due "banchieri" ne hanno fatti molti, sia al governo (vedi Alitalia) che agli editori dei giornali. Ma in questo paese non usa farsi da parte quando si sbaglia o si perde. Magari tardi ma Veltroni ne ha preso atto. Lo facciano anche gli altri.

P.S. : Le banche sottoscriveranno i Tremonti bond pagando un interesse tra il 7,5 e l'8 %. I Prefetti controlleranno che questi soldi vengano dati come credit alle imprese. Bene, ma a che interesse? Quanto ci caricheranno sopra le banche? Qualcuno ce lo sa dire? Non dovrebbe dircelo Tremonti?

pubblicato da lucianoconsoli il 14/3/2009 alle 17:55
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: berlusconi crisi tremonti banche

Lacrime e bugie

Oggi il nostro Premier è sembrato un pochino più preoccupato del solito e a Vimercate ha detto: "La crisi sembra particolarmente grave, ma la sua estensione nel tempo dipenderà dai nostri comportamenti". Questa prima frase è assolutamente da sottoscrivere e dovrebbe far riflettere sul gioco delle tre carte che stanno facendo con i soliti 80 miliardi di euro che da settembre dicono di aver impegnato. Ma come al solito la sua incontinenza verbale lo ha fregato nel secondo passaggio: "Non ci saranno situazioni di miseria. Il governo è presente per sostenere i cittadini meno fortunati. Per fortuna siamo un popolo di risparmiatori e normalmente le famiglie hanno il conto in banca in attivo. Il sistema bancario è il più solido di tutti i Paesi Europei". Che non ci saranno situazioni di miseria questo lo vedremo nei prossimi mesi, che il governo li sosterrà ho i miei dubbi, ma quello sul quale posso metterci la mano sul fuoco è che le nostre banche stanno esattamente nelle medesime condizioni delle altre banche europee, con la sola differenza che continuano a nascondere sotto il tappeto la sporcizia degli anni passati. Altrimenti perché il titolo di Unicredit dai 7euro di fine 2007 è arrivato oggi a 0,7 euro? Anche sui conti in attivo vorrei dire qualcosa: un risparmiatore con qualche soldo, come dice il Premier, di certo non li tiene sul conto corrente ma li investe. Bene, costui se avesse avuto 70.000 euro di Unicredit adesso se ne troverebbe solo 7.000 con una perdita di 63.000 euro secchi. Di questo passo quanto dureranno in attivo i conti, se si perde anche il lavoro? Vada in banca Signor Presidente, e parli con la mia vecchietta risparmiatrice che piangeva come un vitello, e provi a convincerla che tutto va bene. E già che ci sono riporto l'ultimo lancio di agenzia: "Una «recessione senza precedenti che potrebbe causare altri 6 milioni di disoccupati entro il 2010» e produrre «gravi conseguenze sociali per le famiglie e le persone». Sono le considerazioni del progetto di documento del «Comitato per l'occupazione e per la protezione sociale», contenente i messaggi chiave del Consiglio Epsco al Consiglio europeo di primavera e anticipato dall'Agi".

 

pubblicato da lucianoconsoli il 9/3/2009 alle 14:37
permalink      Versione per la stampastampa      Leggi i commenti e commenta questo post commenti (0)
del.icio.us   technorati   oknotizie  facebook
tags: berlusconi europa crisi banche unicredit
Sfoglia maggio        dicembre
lucianoconsoli

Creative Commons License
Le foto dell'autore presenti in questo blog sono pubblicate sotto una Licenza Creative Commons che ne impedisce l'utilizzo per fini commerciali.

Blog letto1 volte

Feed RSS di questo blog Feed ATOM di questo blog


Ultimi commenti
3/15/2014 4:54:46 PM
un ricordo e un consiglio - Buenas días.Mi nombre es Carlos Ignacio Zenteno Corona y le escribo de la productora Quetzal Films, ...
5/12/2011 9:24:21 AM
giù le mani da Real de Catorce - caro signor Consoli,mi perdoni se le scrivo qui ma non ho trovato un suo indirizzo mail. sono un ...
5/4/2011 7:38:05 PM
Bin Laden "terminato" - Buongiorno, chiedo scusa per l'intromissione e per l'OT, ma vorrei fare una domanda: potrebbe ...
1/20/2011 1:44:00 PM
Cuba: rimossi due ministri per "errori e deficienze" - ciao cugino..sono Claudio..un abbraccio e buon compleanno..e viva Nonno Peppe
12/6/2010 4:34:15 AM
Altro che bottegai. - The indices and rim of the stop replica watches abnormal punch - at the six o'clock position - are ...
In onda su RED

www.redtv.it
Cerca
Calendario