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La scelta dei tempi

Da lontano, circa 9000 chilometri, la politica italiana si vede come da un binocolo rivoltato, piccola piccola, come realmente è. Veltroni conferma le sue dimissioni. Bene, meglio tardi che mai. Se fossi stato in lui lo avrei fatto subito dopo le scorse elezioni, ci sarebbe stato tutto il tempo per discutere della sconfitta ( che non è certo colpa di Veltroni solamente) eleggere un nuovo segretario e un gruppo dirigente, organizzare il partito ed essere pronti per questa tornata elettorale. Ma Walter non ha voluto farlo, anche se ha sempre parlato di stile americano e non si è mai visto negli USA un leader che perde e continua come niente fosse. Poi poteva farlo alla fine dello scorso anno, quando alla Convenzione del PD la sua direzione dovette prenedre atto delle numerose critiche. Anche allora niente. E in questi mesi di segnali ce ne sono stati eccome. Non mi interessa sapere perchè lo ha fatto ora. Mi sembra il momento piu sbagliato. Un comandante in capo non lascia nel mezzo di una battaglia. Ha avuto mesi per lasciare e non l'ha fatto e sinceramente mi sembra irresponsabile farlo ora. Ma va bene così. Non sarà certo una Caporetto o un 8 settembre. Se questo partito ha ancora un motivo per esistere potrebbe essere il momento buono per dimostrarlo. Almeno cosi lo vivo da lontano.
pubblicato da lucianoconsoli il 18/2/2009 alle 0:0
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tags: pd elezioni veltroni

Cossiga gode in questi momenti.

 Un appello al Presidente Napolitano. tra i primi firmatari:
Roberto Formigoni. Francesco Cossiga Paola Binetti Guglielmo Vaccaro. Giancarlo Cesana, Vittorio Feltri, Mario Giordano, Dino Boffo, Luigi Amicone, Giuliano Ferrara, Rocco Buttiglione, Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliariello, Renato Pozzetto, Mario Melazzini, Carlo Casini, Giampiero Cantoni.         

"Signor Presidente la tragica fine che si prospetta per Eluana Englaro non lascia indifferente la coscienza civile dell'Italia. Eluana è portata a morte senza che sia stata accertata in maniera incontrovertibile la sua volontà, né l'irreversibilità del suo stato vegetativo. Eluana rischia dunque di morire sulla base di una volontà solo presunta, e sarebbe l'unica persona a subire una tale sorte, poiché nessuna delle leggi sul fine-vita in discussione in Parlamento permetterà più questo obbrobrio".    "Signor Presidente Le chiediamo fermamente di non permettere questa tragedia, che sarebbe un insulto sanguinoso alla storia, alla cultura, all'identità stessa del nostro Paese, convinti come siamo che nessuno deve essere costretto a morire per un formalismo giuridico".    "Le chiediamo un intervento perché  di concerto con il Governo sia data una moratoria alla sospensione dell'alimentazione e idratazione cui è sottoposta Eluana, in attesa che il Parlamento - nelle cui fila si è già appalesata un'ampia maggioranza in sintonia con la maggioranza che vi è nel Paese - possa pronunciarsi su un'adeguata legge. Siamo certi che Ella non rimarrà insensibile al nostro appello".

Appello molto sottile e pericoloso, ispirato sicuramente da Cossiga.

 

pubblicato da lucianoconsoli il 7/2/2009 alle 19:24
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E Berlusconi scopre le carte...

 (ANSA) - CAGLIARI, 7 FEB - Una riforma della Carta costituzionale "é necessaria perché è una legge fatta molti anni fa sotto l'influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi da Cagliari.

Altro che dolore come un padre per salvare Eluana...questo è il vero scopo della sua forzatura.
pubblicato da lucianoconsoli il 7/2/2009 alle 18:41
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Bravo Beppino, così si fa.

 (ANSA) - ROMA, 7 FEB - "Sono il tutore di Eluana Englaro - così scrive Beppino Englaro nel suo appello - ma in questo momento parlo da padre a padre, rivolgendomi al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, per invitare entrambi, ed essi soli, a venire ad Udine per rendersi conto, di persona e privatamente, delle condizioni effettive di mia figlia Eluana, su cui si sono diffuse notizie lontane dalla realtà che rischiano di confondere e deviare ogni commento e convincimento"

pubblicato da lucianoconsoli il 7/2/2009 alle 18:33
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Il campo di battaglia - 7

 

(ANSA) - ROMA, 7 FEB - "Noi pretendiamo il pieno e totale rispetto delle regole. Il gruppo del Pd al Senato è assolutamente contrario a concedere la sede deliberante in commissione per la discussione e il voto del ddl". Lo afferma ai microfoni del Gr Rai la presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro.    "Ci troviamo di fronte ad un testo di poche righe e non so quanto possa essere efficace lo strumento ostruzionistico. Ma penso anche che sia inaccettabile - continua Anna Finocchiaro - che venga messa la fiducia visto che non ci troviamo di fronte ad un decreto. Ci troveremmo di fronte ad una ennesima forzatura".    "Ma la questione è un altra. Io penso che la partita che si sta giocando non sia sul merito, che anzi viene usato dal governo in maniera spregiudicata, cinica e strumentale, ma sia sul terreno istituzionale dove - insiste la Presidente del Gruppo del Pd - ci troviamo di fronte ad un enorme conflitto tra poteri senza precedenti. C'é un evidente attacco al Capo dello Stato e c'é un modo assolutamente eversivo di usare, da parte del governo, la propria maggioranza parlamentare, asservendola e piegandola ai diktat del Premier e dell'esecutivo".   "Noi difenderemo le istituzioni, le prerogative del Parlamento e il Capo dello Stato. Ripeto, dietro un merito usato in modo strumentale, sfacciato e senza rispetto per il dolore di una famiglia, si nasconde e si gioca una grande partita democratica che riguarda il Parlamento".    "Siamo di fronte ad una concezione delle istituzioni e del Parlamento, quella del governo, che non ci appartiene, che non appartiene alla nostra Repubblica e che contrasteremo".    "Voglio aggiungere - conclude la Finocchiaro - che sono molto felice che, accanto a pochi parlamentari del mio partito che purtroppo hanno condiviso le scelte del governo, ci siano stati moltissimi senatori e deputati cattolici del Pd che hanno sostenuto e difeso le prerogative del Capo dello Stato".

Era ora, adesso ci siamo. E cominciamo a raccogliere consensi nel fronte avversario. Non permettiamogli di strumentalizzare Eluana ne la Chiesa. Il Parlamento faccia il suo dovere.

pubblicato da lucianoconsoli il 7/2/2009 alle 16:0
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Il campo di battaglia - 6

(ANSA) - ROMA, 7 FEB - "A questo punto, al di là delle pressioni indebite e delle strumentalizzazioni esercitate da Berlusconi e dal suo Governo sulla vicenda Englaro, è necessario che il Parlamento si assuma al più presto le proprie responsabilità con un voto, in modo che democraticamente si decida se il ddl, presentato dall'Esecutivo, debba o no essere approvato". Lo afferma Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, commentando gli sviluppi della vicenda Eluana.     "L'Italia dei Valori farà valere le sue ragioni di merito nelle Aule parlamentari e non si rifugerà, pilatescamente parlando, dietro l'ostruzionismo fine a se stesso", aggiunge.

Non ci posso credere. Sono daccordo con Di Pietro.Ma non poteva dirle il segretario del PD queste parole?
pubblicato da lucianoconsoli il 7/2/2009 alle 13:33
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Bersani & Veltroni

 "Il Pd deve liberarsi dall'istinto autodistruttivo. Negli altri paesi un partito ha il tempo per consumare anche sconfitte che possono mettere in discussione un gruppo dirigente, ma non un partito. In molti vorrebbero che il progetto fallisse".  parola di Veltroni a Ballarò.

"Ho deciso di espormi subito perché sento il disamore dei nostri elettori, la mancanza di una prospettiva. Hanno bisogno di un punto di riferimento, altrimenti se ne vanno". parola di Bersani a La Repubblica.

Eppur si muove. In effetti hanno entrambe ragione.

Ha ragione Veltroni a dire che non è l'idea del partito che è fallita, ma la sua direzione, e da buon americano avrebbe dovuto trarne le conseguenze subito dopo le elezioni scorse senza sottoporre il partito ad un'altro anno di agonia.

E ha ragione Bersani nel dire che se non si offre una prospettiva al partito gli elettori se ne vanno, ma avrebbe potuto candidarsi alle primarie invece di cedere alle pressioni di unanimismo.

Staremo a vedere.
pubblicato da lucianoconsoli il 6/2/2009 alle 9:58
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Crisi dell'auto e vecchi arnesi

 Almeno lui ci sta provando con una idea: ti aiuto se tu aiuti il Paese. 

http://video.corriere.it?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&vxChannel=Dal+Mondo&vxClipId=2524_9b29ce10-ebd2-11dd-92cf-00144f02aabc&vxBitrate=300

e sentite invece i nostri cosa dicono:

«Il rischio che 60.000 lavoratori del comparto auto, in Italia, restino a casa, se non ci sarà un intervento del governo, è reale» ha detto l'amministratore delegato del Lingotto. Marchionne
«Dal governo ci aspettiamo un intervento per tutto il settore dell'auto, che sta vendendo il 60% in meno dell'anno scorso». «Non si tratta di aiutare la Fiat, ma di fare ripartire un intero comparto produttivo e tutta l'economia», ha aggiunto Marchionne.

Veltroni, ha spiegato che, di fronte a quella che ha definito una "riduzione gigantesca delle vendite di auto", se gli altri Paesi interverranno si "altererà la concorrenza e l'Italia pagherà di più". Per questo, ha detto, "se lo faranno gli altri invito a mettere in campo, anche noi, incentivi al settore delle auto". 

 L'unico che ha posto qualche obiezione è stato invece, pensa un po, Calderoli della Lega: 
«Abbiamo pagato abbastanza volte per la Fiat per reintervenire. Se così fosse ci sarebbe la rivolta del popolo. Non si possono condividere i debiti e tenersi gli utili»

Comunque nessuno che dica: Ti aiuto ma solo a queste condizioni. Niente. Vuoto pneumatico.



 

pubblicato da lucianoconsoli il 26/1/2009 alle 23:37
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tags: auto barak obama crisi veltroni calderoli marchionne

Silenzi assordanti sul caso Santoro-Annunziata

Sono passate 20 ore circa dall'episodio di ieri sera ad Annozero che ha coinvolto Santoro e Lucia Annunziata e sul quale ho già detto la mia. Quello che mi meraviglia è il silenzio assordante del partito democratico, lasciando tra l'altro che monti una richiesta di sospensione o addirittura chiusura della trasmissione di Santoro. Un silenzio imperdonabile.
pubblicato da lucianoconsoli il 16/1/2009 alle 16:9
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tags: pd santoro veltroni lucia annunziata rai annozero

Un bel film e cattivi pensieri.

 


The Millionaire è un film da non perdere. Non solo per la capacità del regista, Danny Boyle di alternare dolce e amaro, speranza e depressione, "in quella brusca scansione tra dolly sconfinati e scontri di classe, assoli sentimentali e crudeltà brutali. Tra il volo di una stella in elicottero e il tuffo di un bambino nella latrina più sporca (e lirica) di tutta l'India". Lo spunto è semplice: per ritrovare la sua amata un giovane si presenta al concorso televisivo e per rispondere alle domande che lo faranno millionario ripercorre la sua breve vita. Mentre scorrono poi i titoli di coda non perdetevi il balletto finale con tutti gli attori riuniti su di un binario della stazione ferroviaria: una delle scene piu "indiane" di tutto il film.
Nei giorni scorsi qualche giornale ha scritto che questo film rivaluta i giochi a premi televisivi, e oggi Veltroni ha stigmatizzato invece le trasmissioni dove "si guadagnano milioni senza saper fare nulla". Non credo che il film di Boyle abbia neanche lontanamente voluto rivalutare i giochi televisivi, ma The Millionaire è solo un pretesto narrativo per sviluppare una bella storia che è anche una denuncia. Condivido invece il giudizio di Veltroni, senz'altro queste trasmissioni sono diseducative, e personalmente non le vedo ne mi piacciono e credo che anche molti altri la pensino come me. Credo che ne Veltroni ne nessuno di noi pensi di vietare comunque questi programmi, e quindi l'osservazione dovrebbe rientrare nella categoria del gusto personale e non del giudizio politico. Anche perchè la politica, prima di queste trasmissioni, dovrebbe eliminare altre cose altrettanto diseducative, nelle quali " si guadagnano milioni senza saper fare nulla" come ad esempio i tre consorzi del fiume Sele, uno per la riva destra, uno per quella sinistra e il terzo che controlla i primi due, come ha giustamente denunciato ieri sul Corriere della Sera Gian Antonio Stella. E queste brutte "trasmissioni" dipendono esclusivamente dalla politica.
pubblicato da lucianoconsoli il 15/1/2009 alle 18:12
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tags: The Millionaire danny Boyle india cinema veltroni gian antonio stella pd sele
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