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E il circolo si chiude

Fa piacere a volte ascoltare che altri la pensano come te o che condividono comunque i tuoi dubbi e le tue preoccupazioni. Ti sembra di non essere proprio completamente scemo o almeno di esserlo in compagnia. Questo è quello che ho provato ieri ascoltando l'intervento di Bersani al Congresso del Partito Radicale di Chianciano. Per chi ne ha voglia lo si può ascoltare integralmente nel sito di Radio Radicale. I riferimenti al "silenzio delle fabbriche mettalmeccaniche di Piombino, alle lacrime dell'artigiano di Imola e alla disperazione del precario di Foggia" mi sono sembrati addirittura poetici, declamati in quel emiliano rotondo che contraddistingue il nostro. Ma quel che piu mi ha fatto piacere è che finalmente un dirigente politico di primo piano del PD parla della possibilità che da questa crisi non ne esca un nuovo modello di sviluppo ma una guerra devastante, come appena ieri mi ero permesso di osservare prendendo spunto da un articolo di Ferguson. La storia non si ripete ma ha delle assonanze, dice Bersani, e tra la fine dell'800 e i primi del 900 ci fu un'altra grande globalizzazione che generò attese messianiche, treni, bastimenti, comunicazioni, un mondo migliore, un mondo piu piccolo, l'incontro tra umanità e tecnologia. Quando quelle attese fallirono nacquero  i movimenti autoritari di massa e un " forte desiderio di guerra" si impadronì dei popoli. Allora come oggi vi erano grandi masse che non volevano perdere i propri privilegi e altrettanti milioni che volevano uscire dalla schiavitù e dalla povertà. Sia gli uni che gli altri, nell'inettitudine e nell'egoismo delle democrazie di allora, trovarono facile rifugio negli autoritarismi che facero dell'autarchia e della xenofobia le loro armi retoriche. Cosa altro stiamo vivendo oggi nel mondo? Non sentiamo questo tanfo di protezionismo, questo prevalere insopportabile dell'egoismo, anche tra i lavoratori? Gli operai di Pomigliano contro quelli della Fiat polacca, quelli inglesi contro i nostri connazionali asserragliati in un barcone. E il circolo si chiude. La caccia al rumeno in Italia, al guatemalteco in Messico, al messicano negli Stati Uniti. E il circolo si chiude. Ognuno è troppo occupato a tappare le falle nel proprio paese per occuparsi degli altri, e presto lasceremo al loro destino paesi ancora instabili come l'Iraq e l'Afghanistan, e faremo finta di non vedere che la Cina, l'Iran e il Venezuela continuinino a scambiarsi strumenti di morte e a cambiare le costituzioni per trasformarsi in dittature elettive. E il circolo si chiude. Ma cosa potremmo fare? Noi poveri cristi ben poco, ma gli statisti molto. Ma oggi tutti sono occupati a tranquilizzare i mercati interni e a parare le falle che si aprono di continuo. E soprattutto sono occupati a distogliere l'attenzione su altri temi che non siano la realtà. Per carità, è sacrosanta la discussione sul testamento biologico, ma non avete la sensazione che Berlusconi ha creato tutto questo casino per distrarci dalla crisi? E i giornali, i media? Le famose sentinelle del popolo perchè non denunciano le bugie (le nostre banche sono migliori, non abbiamo titoli tossici: e cosa sono allora quei 38 miliardi di titoli degli enti locali che dovremo coprire o nascondere sotto il tappeto della bad bank?), perchè non gridano al pericolo? Perchè ci sono dentro pure loro fino al collo, ovviamente i loro editori, industriali neo monopolisti, palazzinari, farmaceutici clinicari, tutti indaffarati a raccattare incentivi e appalti pubblici. E il circolo si chiude. E chi sommessamente esce dal coro è un catastrofista. Ebbene si, meglio catastrofista che connivente, complice con il silenzio di un dramma prossimo venturo.

pubblicato da lucianoconsoli il 28/2/2009 alle 10:35
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tags: bersani pd crisi catastrofismo iran afghanistan cina stati uniti

Venti di guerra

 

Niall Ferguson è uno storico, scrittore e giornalista scozzese di 44 anni. Specializzato in storia economica e finanziaria, Ferguson è professore di storia moderna all'Università di Harvard.  Lo scorso mercoledi il Corriere della Sera ha pubblicato la traduzione di un suo recente articolo di cui raccomando la lettura. Ferguson parte dai suoi studi sui conflitti del secolo scorso per poi analizzare la situazione attuale. Le conclusioni sono terrificanti: "La volatilità economica va a sommarsi ai conflitti etnici e a un impero in declino: in geopolitica, siamo davanti a una miscela altamente esplosiva. Oggi vediamo una convergenza di tutti e tre i fattori di rischio: l'era del caos comincia adesso." In altre parole Ferguson sostiene che si stanno ripresentando le medesime condizioni che hanno generato i conflitti mondiale del secolo scorso. In molti gridano al catastrofismo quando qualcuno come Ferguson scrive queste cose. Anche per me che sono nato dopo la seconda guerra mondiale e ho avuto la fortuna di vivere sempre in tempi di pace risulta difficile ipotizzare scenari simili. Ma chiudere gli occhi non serve. Anche nel secolo scorso in molti non vollero vedere i segnali e quando ne presero atto era troppo tardi. Quella che stiamo vivendo non è una semplice crisi periodica. E' molto di piu. E i governanti del mondo dovrebbero cominciare a discuterne assumendo le misure necessarie per prevenire il peggio.

pubblicato da lucianoconsoli il 27/2/2009 alle 11:5
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tags: crisi guerra ferguson geopolitica

La crisi accelera...

Sono appena tornato da un viaggio lampo in Messico e ne riporto la chiara sensazione che la crisi stia accelerando, o meglio stia cominciando a mostrare i suoi effetti facilmente prevedibili ma che purtroppo i governi di tutto il mondo non hanno avuto il coraggio di prevedere. Non sono un economista ma un semplice osservatore e quindi mi limito a raccontare quello che vedo. Il Messico era fino a qualche mese fa un paese in forte sviluppo, produttore di petrolio, con enormi rimesse degli emigrati dagli Stati Uniti e con un sistema bancario imperniato, come negli Usa, sul debito facile. Anche i senza lavoro potevano avere una "tarjeta" e comperare beni durevoli pagandoli a rate di 36 o 48 mesi. L'insolvenza di queste carte di debito era irrelevante. Oggi il petrolio è sceso dai quasi 100 dollari al barile ai 35, gli emigrati non inviano piu rimesse perchè non hanno di che vivere neanche loro e la pubblicità prevalente adesso è "ahorra, paga en efectivo" ovvero "risparmia, paga in contanti". Se vai in banca a chiedere un prestito, anche se garantito, ti mettono il 19% di interesse annuo e cosa piu sconvolgente, soprattutto per chi lavora con il turismo, le banche non accettano piu versamenti sul conto corrente in dollari contanti. Se prima con un dollaro compravi 10 pesos adesso ne compri 15, il 50% in piu e quindi il governo ha chiuso praticamente il cambio in dollari per non deprezzare troppo la moneta nazionale. Ma questo significa anche che tutti i prodotti importati costano il 50% in piu e quindi se prima una Coca Cola ti costava 20 pesos adesso te ne costa 30. E per chi ha un reddito medio di 100 pesos al giorno capite che non è una differenza di poco conto. E in tutto questo poi c'è la sacrosanta guerra al narcotraffico che il Messico ha intrapreso ( con i soldi degli americani, ben 1.400 milioni di dollari) e che solo lo scorso anno è costata piu di 5000 vittime. E il narcotraffico adesso esce allo scoperto e entra in politica, organizzando addirittura manifestazioni popolari con donne e bambini che bloccano le strade per chiedere il ritiro dell'esercito dalle città. E' successo a Monterrey, capitale industriale del paese e non a Ciudad Juarez, nota zona controllata dal Cartello del Golfo. Impressioni, dettagli, istantanee ma credo che confermino le previsioni piu catastrofiche su questa crisi.

pubblicato da lucianoconsoli il 26/2/2009 alle 20:4
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tags: crisi messico narcotraffico

La scelta dei tempi

Da lontano, circa 9000 chilometri, la politica italiana si vede come da un binocolo rivoltato, piccola piccola, come realmente è. Veltroni conferma le sue dimissioni. Bene, meglio tardi che mai. Se fossi stato in lui lo avrei fatto subito dopo le scorse elezioni, ci sarebbe stato tutto il tempo per discutere della sconfitta ( che non è certo colpa di Veltroni solamente) eleggere un nuovo segretario e un gruppo dirigente, organizzare il partito ed essere pronti per questa tornata elettorale. Ma Walter non ha voluto farlo, anche se ha sempre parlato di stile americano e non si è mai visto negli USA un leader che perde e continua come niente fosse. Poi poteva farlo alla fine dello scorso anno, quando alla Convenzione del PD la sua direzione dovette prenedre atto delle numerose critiche. Anche allora niente. E in questi mesi di segnali ce ne sono stati eccome. Non mi interessa sapere perchè lo ha fatto ora. Mi sembra il momento piu sbagliato. Un comandante in capo non lascia nel mezzo di una battaglia. Ha avuto mesi per lasciare e non l'ha fatto e sinceramente mi sembra irresponsabile farlo ora. Ma va bene così. Non sarà certo una Caporetto o un 8 settembre. Se questo partito ha ancora un motivo per esistere potrebbe essere il momento buono per dimostrarlo. Almeno cosi lo vivo da lontano.
pubblicato da lucianoconsoli il 18/2/2009 alle 0:0
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tags: pd elezioni veltroni

Il bel Paese visto da lontano

Con un viaggio di 26 ore di cui 12 di attesa all'aereoporto di Madrid ( in questo tutto il mondo è paese) da qualche giorno sono in Messico, stato del Quintana Roo, al confine con Belize e Guatemala, nella zona della civiltà Maya che ha resistito piu a lungo ai conquistadores e che ancora oggi esiste e resiste con la propria lingua e le proprie usanze. La parte nord dello Stato è la piu conosciuta, Cancun, Playa del Carmen, Tulum. Se si scende di qualche decina di chilometri invece si torna indietro nel tempo e si viene avvolti dalle vaste foreste tropicali e dalle distese di mangrovie. Io sono qui, a Mahahual, un paesetto di pescatori di 2000 anime che sta crescendo in fretta per la vicinanza con un porto da crociera e per la bellezza incontaminata della natura e della spiaggia, difesa dalla piu grande barriera corallina dei caraibi. A Mahahual vive  e lavora una comunità di italiani assai numerosa, piu di 80, in maggioranza giovani, fuggiti dall'Italia per cercare una vita diversa e un po di fortuna. Qualcuno l'ha trovata, altri meno, ma difficilmente ritornano sui propri passi. Sono arrivato qui, dove da tre anni sto lavorando e tutti mi conoscono, con ancora sulla pelle e nel cuore l'amara vicenda di Eluana. Ho voluto cosi fare un esperimento e non ho proferito giudizi sulla vicenda ma solo raccontato alcuni dettagli che erano sfuggiti ai piu, che hanno come unico canale informativo la tv messicana o rai international. Oltre alla curiosità di sapere meglio come erano andate le cose la reazione era di stupore. La frase piu pronunciata è stata: "Non ci posso credere".  La discussione poi si è accesa e si sono formati tre partiti, quello dei furbetti ( ma poteva portarsela a casa e fregarsene dello Stato), quello dei conservatori ( e mica possiamo fare come ci pare ) e quello dei liberali ( adesso dobbiamo chiedere il permesso pure per morire). Dopo molte birre gelate e qualche tequila però l'unità è stata ritrovata su di una frase pronunciata dal decano della comunità: Mi dispiace per quelli che non possono andarsene, ma di certo noi non torneremo. Amara conclusione, ma inevitabile. E mentre tutti concordavano sulle conclusioni del decano i volti di tutti i presenti si sono girati verso di me, unico tra loro a tornare di sicuro. Frasi di comprensione e grandi pacche sulle spalle mi hanno accompagnato fino all'uscita del locale. Mi sono sentito come la staffetta che porta notizie dal fronte agli uomini nelle retrovie, e tutti sanno e compatiscono la staffetta perchè dovrà tornare in prima linea.
pubblicato da lucianoconsoli il 14/2/2009 alle 15:28
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tags: messico eluana mahahual

Ddl anticostituzionale: parola di della Vedova (pdl)

(ANSA) - ROMA, 9 FEB - Il disegno di legge presentato dal governo è anticostituzionale perché viola la libertà di cura anche delle persone coscienti: lo afferma Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato PDL.    Il ddl, premette, "recita testualmente che 'l'alimentazione e l'idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessì. Ciò significa, con assoluta chiarezza, che la sospensione di questi trattamenti - sostiene Della Vedova - non è impedita solo nei casi in cui il paziente versi in stato di incapacità e il suo consenso alle cure non possa essere recepito in forma certa e, come si usa dire, 'attuale' da parte del medico curante. Il divieto si estende nei confronti di qualunque paziente non autosufficiente, ancorché perfettamente cosciente e in grado di esprimere la propria volontà. Per essere chiari: se un paziente di SLA intendesse rifiutare l'alimentazione artificiale, sulla base del disegno di legge gli dovrebbe essere imposta con la forza".    "La conseguenza di questa scelta è duplice: in primo luogo non è vero che il disegno di legge serva solo ad impedire la morte di Eluana e a 'proteggere' pazienti che non hanno espresso una volontà chiara in ordine ai trattamenti cui desiderano o meno essere sottoposti. In secondo luogo, nell'attuale formulazione, presenta evidenti profili di incostituzionalità,  perché sulla base dell'art. 32 della Costituzione (come conferma un'ampia giurisprudenza costituzionale) qualunque tipo di intervento di natura sanitaria sul corpo di un cittadino - conclude - capace di intendere e volere è sempre sottoposto e condizionato al suo consenso".
pubblicato da lucianoconsoli il 9/2/2009 alle 16:12
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tags: della vedova eulana testamento biologico

Non sanno scrivere neanche un testo di 47 parole

 (ANSA) - ROMA, 9 FEB - "Correggeremo il testo del disegno di legge nella parte in cui parla di 'vietare la sospensione'. Il testo era infatti stato scritto quando ancora non era stata iniziata la sospensione dei trattamenti vitali di idratazione e nutrizione artificiali a Eluana Englaro". A dirlo è il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, prima di entrare nella commissione Sanità del Senato, che sta ora iniziando l'esame del disegno di legge.    "Correggeremo il testo - ha continuato - in modo da applicarlo a Eluana Englaro e agli altri casi come il suo. Mi auguro che la giornata di oggi si concluda con una legge chiara, che sarebbe comunque prodotta dal Parlamento in attesa di una compiuta e organica riforma delle tematiche di fine vita".

Non sanno scrivere neanche un testo di 47 parole e vorrebbero decidere sulle nostre vite? Eppoi, da quando le leggi diventano retroattive? Ma sono certi lor signori che questa norma sia Costituzionale? Magari faranno un altro ddl per sciogliere anche la Corte Costituzionale.
pubblicato da lucianoconsoli il 9/2/2009 alle 15:47
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tags: Sacconi eluana englaro testamento biologico costituzione

Un plauso a Franca Chiaromonte

(ANSA) - ROMA, 9 FEB -  "Voterò no al ddl sul caso di Eluana Englaro". Lo annuncia la senatrice del Pd, Franca Chiaromonte, che chiede ai cattolici di "tener conto" delle posizioni della famiglia di Eluana.    Per la senatrice che siede in commissione Sanità a Palazzo Madama e che a seguito di un incidente convive con una disabilità, le parole del ministro Sacconi sui disabili accostate al caso Englaro "non sono affatto appropriate".    Chiaromonte inoltre ritiene che oggi "rischiano di tramontare le libertà individuali della persona. E' intollerabile il tentativo di far decidere lo Stato su tematiche che riguardano la persona, la famiglia. Per questo mi chiedo come mai molti cattolici - anche nel mio gruppo - che in passato hanno anche partecipato al family day, oggi non vogliano tenere conto delle posizioni del padre di Eluana, che è certamente la persona più vicina alla ragazza".    "Mi auguro che la discussione di oggi e domani - ha concluso la senatrice del Pd - possa essere comunque importante, densa di significato e non tirata via solo al fine di approvare il provvedimento, dato che il Parlamento - e la commissione dove siedo - stanno discutendo di queste tematiche da anni".

Brava Franca, buon nome non mente.
pubblicato da lucianoconsoli il 9/2/2009 alle 15:40
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tags: franca chiaromonte pd testamento biologico

Ancora su Ponzio Pilato e il voto di oggi

Il precedente post l’ho titolato “Ceccanti il moderno Pilato” e l’interessato si è risentito garbatamente riaffermando il suo punto di vista. Solo per il gusto della precisione Ponzio Pilato è stato un politico romano, fu prefetto della provincia della Giudea tra gli anni 26 e 36; il prefetto era l'organo monocratico che rappresentava il governo in una circoscrizione territoriale. Dunque Pilato non era un giudice ma un politico, con incarichi di governo. Detto questo, vorrei tornare al punto. Oggi il Parlamento è chiamato ad esprimere un voto su di un disegno di legge che recita: "In attesa dell'approvazione della completa e organica disciplina legislativa sul fine vita alimentazione e idratazione in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi". Il 25 giugno 2008, dopo 11 anni di accertamenti, perizie e verifiche la Corte di Appello di Milano aveva decretato che sulla base delle leggi esistenti e seguendo un determinato protocollo si concedeva “l’autorizzazione a disporre l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale di quest’ultima, realizzato mediante alimentazione e idratazione con sondino naso-gastrico”. Quindi il DDL rappresenta una legge ad-personam e soprattutto una legge contro una legittima sentenza della Magistratura passata in giudicato. Su questo i nostri deputati e senatori sono chiamati a votare. Non a giudicare, come dice Ceccanti, ma ad impedire che il Parlamento impropriamente si opponga all’applicazione di un giudizio che la Magistratura ha emesso sulla base delle leggi attuali. Uscire dall’aula equivale a non difendere l’autonomia della Magistratura. Un precedente assai pericoloso. Vorrei anche sommessamente chiedere a Enrico Letta e agli altri nostri Deputati e Senatori cosa c’entra la coscienza. Dei Magistrati, che sicuramente hanno avuto scrupoli di coscienza ma si sono attenuti alle leggi dello Stato, hanno accertato la sussistenza di tutti i requisiti per emanare la sentenza di interruzione. Come potete voi Parlamentari sostituirvi ai giudici? Potete cambiare le leggi, questo si, e da quando ci saranno le nuove norme tutta la Magistratura le farà applicare. Per ora hanno applicato quelle esistenti e anche voi le dovete rispettare. Ma non sono nessuno per chiedere a Voi questa coerenza, o meglio sono un semplice elettore, un cittadino che potrà esprimere il suo parere solo con un voto, e in alcuni casi con la preferenza. E lo farò ricordandomi di questi giorni.
pubblicato da lucianoconsoli il 9/2/2009 alle 11:30
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tags: eluana accanimento terapeutico ddl ponzio pilato ceccanti enrico letta pd

Ceccanti il moderno Pilato

(ANSA) - ROMA, 8 FEB - "Il Parlamento, intervenendo con un disegno di legge volutamente rivolto al caso singolo già oggetto di sentenza definitiva finirebbe per sostituirsi al potere giudiziario. Noi siamo parlamentari, non possiamo essere chiamati ad essere abusivamente giudici". Lo dice il senatore del Pd Stefano Ceccanti che condivide le osservazioni di Giulio Andreotti sull'impossibilità del Parlamento di sostituire i giudici e annuncia:  "Proprio per questo motivo proporrò all'Assemblea di gruppo domani di non partecipare ad un voto che non possiamo esprimere, essendo legislatori e non giudici".    "Quanto poi alla ipotizzata revisione della Costituzione in materia di decreti, il problema è del tutto diverso da quello individuato dal Presidente del Consiglio: come trovare nuovi strumenti efficaci e corretti che consentano di evitare l'anomalia italiana dei decreti". Secondo Ceccanti  "se c'é qualcosa di profondamente filosovietico e illiberale è proprio l'idea che i detentori provvisori del potere si liberino di qualsiasi vincolo".  

Da Castagnetti me lo aspettavo, ma da Ceccanti sinceramente no. Se il PD uscirà dall'aula sul decreto si scordi il mio voto alle prossime europee.
pubblicato da lucianoconsoli il 8/2/2009 alle 18:1
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tags: crisi istituzionale ceccanti castagnetti pd
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