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Mujer brasilera

Mettiamola così: sono una donna di circa trenta anni, vivo in una favela ai margini di Rio de Janeiro, ho un matrimonio fallito dietro le spalle e due figlie, una di nove e l'altra di 14 anni. La più grande ha un ritardo mentale che la rende dipendente dagli altri per tutta la vita. Sono ancora giovane anche se la povertà e le due gravidanze hanno segnato il mio corpo. Vivere come "soltera" oltre che triste può anche essere pericoloso qui da noi. Avere un uomo al tuo fianco ti rende più sicura e accettabile. Così ho trovato un uomo, più giovane di me, ha appena 22 anni, a cui piaccio e che ha deciso di vivere al mio fianco nonostante le due bambine. Lui in realtà non fa molto per noi, non ci mantiene, non porta soldi a casa, anzi a volte neanche ritorna la notte, ma comunque tutti sanno che c'è e i malintenzionati si tengono alla larga. Da due anni però le mie bambine sono strane, non amano restare sole con il patrigno e io comincio ad insospettirmi. Da qualche mese poi alla piccola si sta gonfiando la pancia. Le ho dato tutto quello che potevo contro i vermi; sapete qui con l'acqua che beviamo a volte ci nascono nello stomaco strani animaletti che si fanno casa e ci fanno gonfiare come pelotas. Ma non c'è stato niente da fare e allora ho dovuto portarla dal dottore. Hanno scoperto che era incinta e tutti i miei sospetti sono diventati realtà. Quel farabutto per due anni aveva abusato delle mie due bambine, anche della grande che poverina è anche ritardata. L'ho cacciato di casa e l'ho denunciato e per fortuna la polizia lo ha arrestato e spero che buttino la chiave della sua cella. Ma la piccola stava male, ha nove anni e i dottori hanno addirittura detto che può morire, perchè è incinta di due gemelli. Ci pensate a 9 anni,  è alta 1 metro e 36 centimetri e pesa appena 33 chili. Una emorragia non gliela toglie nessuno se porta avanti la gravidanza e potrebbe morire lei e i suoi due gemelli. Qui da noi l'aborto è illegale ma gli assistenti sociali mi hanno spiegato che in caso di stupro o pericolo per la donna il giudice può autorizzarlo. E cosi lo abbiamo fatto. Adesso siamo tornate tutte a casa, le vicine ci stanno aiutando, e la mia piccola sta bene ed è tornata a giocare con l'orsacchiotto di peluche e con la sua bambola preferita. Ma ho saputo che i medici che ci hanno aiutato sono stati scomunicati dall'Arcivescovo di Recife e Olindo. Mi dispiace, veramente, e non capisco. Sinceramente pensavo che la Chiesa avrebbe dovuto scomunicare quel farabutto che ha violentato le mie bambine e invece mi hanno risposto che a lui ci penserà la giustizia brasiliana e che non c'è crimine peggiore dell'aborto. Insomma violentare è meno grave di evitare che mia figlia morisse dissanguata? Sono ignorante e lascio ad altri decidere, ma non credo che tornerò in Chiesa. Pregheremo il nostro Dio nella nostra casa e sono certa che lui capirà.

Domani è l'8 marzo, festa della donna. Auguri, siete sempre la speranza di un mondo migliore.

Pubblicato il 7/3/2009 alle 12.15 nella rubrica Mi casa es tu casa.

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