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Yoani Sanchez di nuovo on line



Pubblico l'ultimo post dal blog di Yoani Sanchez di cui avevo già parlato. Sembra che Raul Castro faccia sul serio e dovremmo aiutare questo processo, a dispetto del Leader Maximo.

 Credo che l’influenza di Internet sulla nostra realtà sia maggiore di quanto avrei mai pensato. Dopo diversi giorni in cui non è stato possibile collegarsi alla rete dagli hotel, come il Meliá Cohiba, il Panorama e l’emblematico Hotel Nacional, pare che abbiano tolto il divieto. Oggi ho parlato con le stesse impiegate che circa due settimane fa mi mostrarono la risoluzione che escludeva i cubani dall’uso dei servizi negli insediamenti turistici. Mi hanno detto che adesso posso di nuovo comprare la fantastica targhetta che apre la porta al mondo virtuale.

Forse può sembrare un po’ presuntuoso, ma credo che se non avessimo imbastito il caso degli ultimi giorni - denunciando un simile apartheid - ci avrebbero tolto quella possibilità di collegarci alla rete. Abbiamo compreso che si piegano quando sono sotto pressione, che devono modificare i piani quando i cittadini alzano la voce e i media internazionali fanno eco. Ce ne siamo resi conto in occasione del caso Gorki e questa marcia indietro ci conferma che tacere serve soltanto a farci strappare ulteriori spazi. Approfittiamo che adesso dicono che “i cubani possono collegarsi a internet” e prendiamolo come un impegno pubblico. Obblighiamoli a onorarlo e in caso contrario, abbiamo Twitter, Facebook e gli SMS per reclamare quando torneranno a tapparci la bocca.

* Lunedì scorso, insieme a una dozzina di blogger ho svolto un’indagine in oltre quaranta hotel della città. A eccezione dell’Occidental Miramar, tutti dicevano di non conoscere la regola che proibiva l’accesso a Internet da parte dei cubani.

Pubblicato il 24/5/2009 alle 10.27 nella rubrica Mi casa es tu casa.

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