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L'erede di Mons. Romero


 
Dopo circa due mesi dalle elezioni, ieri ha giurato Mauricio Funes come nuovo Presidente de El Salvador. Nel suo discorso, durato 45 minuti, ha definito il suo governo come un "cambio strutturale". Ed è proprio così, infatti El Salvador ha patito 30 anni di feroce dittatura, e come per il Paraguay, caduto il carnecife è stato governato per altri 15 anni dallo stesso partito. Insomma come se il partito nazionale fascista avesse governato l'Italia altri 15 anni dopo la caduta di Mussolini. Ma la grande novità di ieri è anche un'altra. Nel suo discorso Funes ha chiarito quale sarà la sua collocazione internazionale. "Obama e Lula saranno i miei referenti" titolano oggi i giornali e poche ore dopo l'investitura il suo ministro degli esteri ha firmato con il vice di Raul Castro un accordo per ristabilire le relazioni tra i due paesi interrotti nel 1962. Insomma, a poco è servita la presenza di Ortega che invitava Funes ad aderire al fronte dei paesi Chavisti. L'ex giornalista della CNN adesso presidente del "giardino dei caraibi" sembra avere le idee chiare. Non ha parlato di socialismo ne di bolivarismo ma di progressismo e di "unità regionale di tutti i fratelli del centro e sud america" nella loro diversità ma con la condivisione dei principi della democrazia. Ha citato solo Barak Obama ( reinventare la speranza) e il suo "amico personale" Lula da Silva (ridistribuire la ricchezza del mondo). Ma il passaggio veramente emozionante è quando ha citato il "suo maestro e guida spirituale " Monsignor Romero. Per chi non lo ricordasse, il 24 marzo 1980, mentre stava celebrando l'Eucaristia nella cappella dell'ospedale della Divina Provvidenza, Mons. Romero venne ucciso da un sicario con un colpo al cuore. Nell'omelia aveva ribadito la sua denuncia contro il governo di El Salvador, che aggiornava quotidianamente le mappe dei campi minati mandando avanti bambini che restavano squarciati dalle esplosioni. Quando Funes ha fatto il nome del martire tè scattato un applauso liberatorio, tutti in piedi e le lacrime agli occhi. E' stata veramente una data storica per El Salvador, ma non solo. Un altro popolo riprende il cammino per costruire il proprio futuro.

Pubblicato il 2/6/2009 alle 9.38 nella rubrica Mi casa es tu casa.

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