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Fidel rifiuta l'invito dei "fratelli latinoamericani"

La Organizzazione degli Stati Americani (OSA) ha deciso con 33 voti su 34, "senza condizioni", di avviare i colloqui con Cuba per il suo ingresso nell'organizzazione, dopo la esclusione del 1962. Ieri è arrivata la risposta del Lider Maximo, che è stata ovviamente negativa. In un articolo chilometrico (nello stile di quelli domenicali di Eugenio Scalfari) Fidel ha rifiutato l'invito dei suoi "fratelli latinoamericani" definendo l'OSA una organizzazione che rappresenta gli interessi degli imperialisti americani". A parte il fatto che gli USA, con Hillary Clinton non hanno votato e si sono dichiarati contrari e che i suoi amici "bolivariani come Chavez invece erano favorevoli, Fidel si è ovviamente reso conto che se cade il suo isolamento non avrà altri argomenti per mantenere il suo potere assoluto che dura ormai da 50 anni. Una ragione in più per gli USA per togliere l'embargo, oramai del tutto anacronistico, e avviare regolari contatti con Cuba. Chi, come Gianni Minà, ha veramente a cuore il destino di quel popolo, dovrebbe oggi pretendere dagli Usa la fine dall'embargo e con la stessa forza chiedere al Lider Maximo di accettare l'invito dell'OSA e riaprire così l'isola caraibica al mondo latinoamericano. Ma vedrete che questo non avverrà.

Pubblicato il 7/6/2009 alle 10.50 nella rubrica Mi casa es tu casa.

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