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La Chiesa dell'Honduras contro Zelaya



Colpo di scena in Honduras. Dopo la visita di ieri del Segretario Generale della OEA che aveva incontrato anche le alte gerarchie cattoliche, pochi minuti fa la televisione nazionale ha trasmesso un comunicato della Conferenza Episcopale Hondurena che a firma del Cardinale Oscar Andres Rodriguez Maradiaga ha invitato la OEA a " prestare molta attenzione a quello che stava succedendo in Honduras" riaffermando il diritto del popolo hondureno a definire il proprio destino". Un chiaro riferimento al non riconoscimento della OEA del governo di Micheletti. Nel comunicato il Cardinale Moraviaga aggiunge che "la rimozione di Zelaya è avvenuta per colpa di alcuni Paesi stranieri che minacciavano la democrazia in Honduras" chiaro riferimento al Venezuela di Hugo Chavez. Alla fine del comunicato l'alto prelato si rivolge direttamente a Zelaya, invitandolo a "non precipitare il Paese, con il suo ritorno, in un bagno di sangue" ricordando che fino ad oggi, da domenica scorsa, non c'è stato neanche un morto. Il comunicato della Conferenza Episcopale entra pesantemente nel gioco politico diplomatico di queste ore. Adesso la OEA, riunita per decidere le misure da adottare, si trova un'altra grande patata bollente sul tavolo. Non è solo la Corte Suprema di Giustizia, il Congresso e tutti gli organi costituzionali dell'Honduras a sostenere che Zelaya stava attuando un golpe nel Paese con l'aiuto di forze straniere, ma anche la Chiesa lo conferma a chiare lettere. 
C'è poi un altro cavillo giuridico non di poco conto per la OEA. Non avendo riconosciuto il governo di Micheletti, se la OEA oggi esclude l'Honduras di fatto sta escludendo Zelaya. Quindi diventa difficile che si possa sostenere il suo ritorno a Tegucigalpa con altri presidenti perchè rappresenterebbe una chiara violazione del diritto internazionale. Se infatti l'Honduras non farà più parte della OEA questa non potrà più esercitare alcun diritto sul Paese, ne tantomeno entrarvi se non invitati.
Credo proprio che sia giunto il momento che Lula scenda in campo per spostare gli equilibri della OEa fino ad ora egemonizzati da Chavez e che l'ONU faccia altrettanto.
Staremo a vedere.

Pubblicato il 4/7/2009 alle 20.15 nella rubrica Mi casa es tu casa.

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