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Honduras: si comincia a trattare

Non nascondo la mia invidia per quei corrispondenti dei grandi giornali e televisioni (nessun italiano ovviamente) che in queste ore stanno asserragliati intorno all'ambasciata brasiliana di Tegucigalpa. Lo spettacolo deve essere veramente unico. Ho saputo poco fa ad esempio che oltre agli schiamazzi notturni dei militari per non far dormire i rifugiati adesso intorno all'ambasciata sono stati posizionati grandi proiettori che illuminano giorno e notte la delegazione diplomatica e enormi altoparlanti che diffondono a tutto volume musica tropicale intervallata dall'inno nazionale. Non sono riuscito a capire se il mio interlocutore mi stesse prendendo in giro o dicesse la verità quando mi raccontava di gente che ne approfittava per ballare al suono di quegli altoparlanti. Nel frattempo dentro e fuori le cose si stanno muovendo. Ieri sera ad esempio i quattro candidati alle prossime elezioni di novembre (indette da Micheletti e ancora non riconosciute da Zelaya) hanno incontrato separatamente i due Presidenti (quello legittimo spodestato e rifugiato nell'ambasciata e quello de facto insediato nel palazzo presidenziale ma non riconosciuto da nessuno). Sembra che i quattro si siano proposti come mediatori, proponendo appunto una sorta di tregua fino alle elezioni. In altre parole i quattro hanno spiegato che tra i due litiganti il terzo gode e il terzo sarà uno di loro quattro che gli elettori indicheranno liberamente. Evidentemente debbono riconoscere entrambi le prossime consultazioni, farle controllare dagli osservatori internazionali e chi vince si impegna a emendare ai due ogni pendenza vera o presunta con la giustizia. Mi auguro che questa strada possa proseguire e se nel frattempo spengono i riflettori e gli altoparlanti sicuramente tutti gli abitanti della zona ne trarrebbero giovamento.

Pubblicato il 25/9/2009 alle 16.12 nella rubrica Mi casa es tu casa.

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