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Honduras: l'epilogo

Ci siamo. Tra qualche ora le due delegazioni, quella del Presidente destituito Zelaya e quella del Presidente de facto Micheletti firmeranno l'accordo che permetterà al vincitore della competizione elettorale del 29 novembre di essere riconosciuto dal mondo intero come il futuro Presidente del piccolo Stato centro americano. L'accordo, annunciato da entrambe le parti prevede che Zelaya , previa il parere della Corte Suprema di giustizia potrà presentarsi dinanzi al Congresso per essere reintegrato nel suo incarico di Presidente. Il giro di boa si è avuto ieri, quando all'incontro delle due delegazioni in un hotel della capitale Tegucigalpa ha fatto la sua comparsa il segretario aggiunto per l'emisfero occidentale di Washington, Thomas Shannon. Come spesso succede, l'accordo ha un prezzo, e gli Usa si sono impegnati a pagarlo, in termini di aiuti economici e commerciali.  Se non ci saranno sorprese nel Congresso presto l'Honduras tornerà alla normalità e da gennaio sia Zelaya che Micheletti saranno un brutto ricordo e tutta l'america latina potrà tirare un respiro di sollievo. E il merito sarà dell'asse Lula-Obama, la grande novità geopolitica di questi mesi.

Pubblicato il 30/10/2009 alle 17.31 nella rubrica Mi casa es tu casa.

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