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Monsieur Battisti ?


Lula ha deciso: il pluri omicida Battisti resta per ora in Brasile. Ne capisco poco di trattati internazionali ma il buon senso mi dice che se un Paese democratico condanna una persona, dopo vari gradi di giudizio, un altro Paese democratico non può rifiutare l'estradizione. Ma ripeto, ne capisco poco e lascio ad altri avventurarsi in queste interpretazioni. Sono però una persona molto curiosa a cui piace ascoltare, e voglio raccontare  una storia che gira in Brasile. Come è noto Battisti è stato molti anni in Francia, tutti lo sapevano e lo accoglievano nei circoli letterari della capitale. A un certo punto è diventato una presenza imbarazzante per i transalpini e gli amici parigini come Fred Vargas hanno pensato bene di farlo partire. Il viaggio verso l'altra parte dell'oceano è stato organizzato sotto il discreto controllo dei servizi anche perché il Battisti è entrato in Brasile con passaporto francese, essendo il suo italiano trattenuto in Francia. All'aeroporto carioca erano ad attenderlo distinti signori che chiamandolo "Monsieur Battisti" gli fanno passare la dogana e lo accompagnano al suo alloggio, già predisposto e organizzato. Per due anni tutto è filato liscio e Battisti ha vissuto tranquillo e beato con passaporto francese in terra brasiliana in una casa che aveva più microspie che libri. Un giorno tornando a casa trova tutto in disordine, le microspie erano sparite e al posto del passaporto francese Battisti ritrova quello italiano. Miracoli della scienza. Il nostro assassino, con insolito acume, intuisce che qualcosa stava per succedere e avvisa subito La cara Fred e gli altri rivoluzionari da salotto parigino. Ma il tempo è tiranno e al mattino seguente, uscendo da casa come ogni mattina, viene avvicinato da agenti dell'Interpol che lo arrestano su mandato di cattura internazionale. A quel punto le cose si mettevano male. Potevano venire fuori le connivenze franco-brasiliane e l'intrigo sarebbe stato veramente internazionale. Ma l'allora Ministro della Giustizia Brasiliano, Tarso Gerso, acerrimo avversario di Lula, indovinate che si inventa? Lo fa arrestare per ingresso illegale, poi condannato a due anni di carcere dalla Corte di Rio, e avendo Battisti chiesto l'asilo politico rovescia su Lula la decisione finale. l'Interpol è fatta fuori, per i momento, c'è tempo per far scomparire tutte le prove dell'intrigo e Lula si becca la patata bollente a fine mandato, anzi nell'ultimo giorno. Ed eccoci qui a richiamare il nostro ambasciatore per consultazione e se fosse per La Russa dichiareremmo anche la guerra al Brasile. E in tutto questo i francesi che dicono?
Comunque buon anno, domani è un altro giorno... si vedrà 

Pubblicato il 31/12/2010 alle 15.45 nella rubrica Povera Italia.

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